Dallo scudetto al carcere: Chiampan dell’Hellas Verona

by AS ROMA | Forza Roma 1

 In Italia, nel caro nostro mondo pallonaro, chi ha deciso di stare ai vertici anche per una sola stagione, ha pagato a caro prezzo quel piacere, quello sfizio di essere anche se per poco alla pari con i blasoni di Milan, Inter e Juventus. Il caso in questione è quello di Fernando Chiampan, per anni presidente della Canon Italia, numero uno dell’Hellas Verona, portato nella stagione 1984-85 ad uno storico scudetto. Dopo una stagione inizia il declino per i gialloblù scaligeri, culminati con una retrocessione, Chiampan fu più volte minacciato di morte e fu costretto a cedere la maggioranza della società, esattamente il 28 maggio del 1990. L’Hellas Verona fu dichiarato fallito il 23 febbraio del 1991 ed il Tribunale di Verona in seguito, precisamente il 24 Luglio del 1992 aprì un’inchiesta e Chiampan venne tratto in arresto assieme ad altre persone. In una nota intervista rilasciata a La Stampa l’ex padron veronese, racconta i 57 giorni di carcere vissuti per aver deciso di portare il calcio a Verona ad altissimi livelli. Alcuni passi della famosa intervista: "Io ero un neofita del calcio e dopo lo scudetto pensavo fosse un punto d’onore mantenere il Verona ad alti livelli. Non ho ceduto i pezzi i migliori. I Fanna, i Marangon se ne sono andati di loro spontaneità volontà, io li ho rimpiazzati con Verza, Vignola, De Agostini. Bisognava invece seguire l’esempio del Foggia, vendere tutti i migliori per mettere il bilancio in parità e puntare alla salvezza. Ho voluto che il Verona rimanesse fra le grandi. Prendiamo l’esempio di Elkjaer aveva già firmato con un’altra squadra in Italia, a conclusione dei tre anni trascorsi con noi ma io riuscìì, raddoppiandogli l’ingaggio, a fargli stracciare il contratto. Rifiutai otto miliardi da Berlusconi per Di Gennaro che due anni dopo dovetti convincere con denaro del Verona perchè accettasse il trasferimento al Bari. Per evitare che Tricella andasse all’Inter gli offrìì un ingaggio superiore a quello dellasocietà nerazzurra: un miliardo e mezzo lordo. Oggi bisogna guardare i bilanci. Farli andare in attivo. I debiti ti ammazzano, anzi ti portano in prigione. E’ facile parlare di vendite , ma a quei tempi stavamo vivendo una fiaba meravigliosa e le favole ti allontanano dalla realtà. Inoltre nel dopo scudetto sono stato bersagliato da certe televisioni, da certi giornali e sono finito nel mirino della curva per dodici arresti di tifosi prima di Juventus-Verona, arresti di cui io non sono colpevole. Vedo sempre più imporsi potenti gruppi, da Agnelli a Berlusconi, ai grandi grandi gruppi industriali come Pellegrini e Moratti. Aumenta la disparità di forze che finirà con lo schiacciare sempre più le squadre senza giganteschi capitali alle spalle. In carcere il desiderio di farla finita ti assale quando ti ritieni ingiustamente chiuso in cella e hai speso una vita ad insegnare ai figli il senso del dovere, la rettitudine. Pensare di togliersi la vita non so se sia stato un gesto di coraggio o di paura. In carcere mi sono giunte tante lettere di affetto, tanti bambini mi hanno scritto, mi ha commosso la lettera speditami dai carcerati della stanza 1, la stessa in cui sono stato recluso" . Inizia così: "caro presidentissimo", Chiampan si ferma e non trattiene le lacrime…

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legittimo e frequente avere l’opinione che una sentenza a proprio carico sia ingiusta, e dispiace ed un’umana debolezza che chiunque abbia avuto il pensiero di togliersi la vita per la durezza del carcere, ma dispiace anche che qualcuno dica a un giornale che quel pensiero lo ha avuto “quando” si sentito ingiustamente condannato, pericolosamente accostando umani pensieri estremi a una sentenza presunta ingiusta; mi dispiace ma un simile accostamento non lo ritengo comprensibile. Francamente lo ritengo esagerato, specie se una dichiarazione riferita a un quotidiano nazionale. Occorre che gli organi di stampa, non mi riferisco naturalmente… Leggi il resto »