Le 4 priorità di Petrachi per il mercato della Roma a giugno 2020

by Daniele Mesto 17

Petrachi

Ci sono alcune importanti priorità dalla quali non si può prescindere per il mercato estivo della Roma, come è noto a Petrachi. Per una volta, non parliamo della prossima stagione, ma di alcune operazioni con le quali il dirigente giallorosso dovrà assicurare a Fonseca di chiudere la stagione in corso nel migliore dei modi. Indipendentemente dal piazzamento della squadra in classifica, se pensiamo alla lotta a distanza con l’Atalanta per un posto in Champions League.

Petrachi deve concentrarsi su Smalling, Mkhitaryan, Zappacosta e Kalinic

Indipendentemente da quali saranno le decisioni in vista della prossima stagione, le questioni più spinose per la Roma in questo momento sono rappresentate da Smalling, Mkhitaryan, Zappacosta e Kalinic. Non parliamo tanto della loro conferma per il 2021, quanto della necessità da parte della Roma di vedere allungati degli accordi coi club che detengono il loro cartellino, in modo tale che la compagine capitolina non abbia sorprese sgradite in vista degli ultimi impegni di stagione.

Come stanno le cose per i singoli giocatori? La vicenda più ingarbugliata è senza ombra di dubbio quella di Smalling. Non dovrebbero esserci problemi per il prolungamento del prestito dal Manchester United fino al termine di questa stagione, ma allo stesso tempo la trattativa per l’acquisto definitivo del ragazzo appare come non mai complessa. Elevata concorrenza e, di conseguenza, prezzo che si è alzato parecchio per il centrale inglese.

Non semplice neppure la situazione riguardante Mkhitaryan, anche se qui la trattativa con l’Arsenal si potrebbe sbloccare in vista della prossima annata attraverso lo scambio con Under. Siamo al solo chiacchiericcio, ma ad oggi non ci sono minacce sul fatto che non concluda la stagione alla Roma. Occhio anche alla situazione Zappacosta, ma qui la Roma potrebbe essere facilitata dal fatto che tutte le parti in causa stiano lavorando affinché si possa chiudere l’acquisizione definitiva da parte del club giallorosso.

Quanto a Kalinic, la situazione sembra molto chiara. Da un lato, l’Atletico Madrid pare propenso ad allungare il prestito, dall’altro appare scontato che il giocatore al termine della stagione rientrerà in Spagna per lo scarso apporto dato alla causa giallorossa durante questa stagione. Almeno fino a questo momento.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Comments (17)

  1. Ciao Val, grazie per la fiducia su Petrachi 😀
    Mi dispiace però stavolta non essere d’accordo con te su Sabatini.
    Il fumante ci ha fatto fare grandi affari con i difensori da lui presi e che (all’epoca) costavano poco.
    Tipo Marquinos, Benatia, Manolas, Rudiger, Palmieri.
    Da pochi anni i difensori e i portieri costano quanto gli attaccanti, vedi i casi Van Dijk, De Ligt, Alisson e quindi il giochino è diventato più difficile.
    Gli attaccanti invece anche qualche anno fa in epoca Sabatini costavano sempre tanto.
    E per questo fare plusvalenze con gli attaccanti Sabatini si è dovuto prendere rischi maggiori.
    Tipo Lamela, Salah, Osvaldo, Elsha, Perotti, Dzeko. Ma anche al netto di errori come Doumbia, Ibarbo, Iturbe e Destro, il saldo finale del fumante è stato comunque positivo.

    1. Ciao Down,
      capisco cosa intendi, e forse mi sono espresso male. Ho premesso che i meriti di Sabatini sono molti, e a lui fondamentalmente si devono gli organici più forti della Roma degli ultimi anni. Dunque il saldo è estremamente positivo.

      Volevo concentrarmi su alcuni nei che, a mio parere non ci hanno permesso di eccellere e, magari, portare a casa qualche soddisfazione in più (ambiente a parte). Il mio ragionamento parte da una mia convinzione (opinabile): una squadra risente maggiormente, a livello strutturale, dei cambiamenti in difesa e a centrocampo, meno quelli in attacco. A parità di qualità, un attaccante si adatta prima ai meccanismi di gioco. A me sembra che, a livello di attacco e nel bilancio acquisto-vendita degli attaccanti, uno con il fiuto del Fumante avrebbe potuto fare di più, tirando fuori dal cilindro campioni semi-sconosciuti come fatto per altre zone del campo (per esempio Manolas), e magari garantendo maggiore stabilità di organico in difesa e a centrocampo.
      Ovviamente se la mia idea sull’affidabilità dei giocatori è sbagliata, il discorso non sta in piedi.

  2. Anche a me di base il 4:2:3:1 piace più del 4:3:3 e di tutti gli schemi con la difesa a tre.
    E constato che per varie ragioni, Spalletti, DiFra e Fonseca non hanno sempre avuto gli uomini giusti.

    Una caratteristica del 4:2:3:1 è che agli esterni è chiesto un lavoro maggiore:
    – di copertura visto che dietro non hanno un centrocampista ma il terzino che spesso devono coprire quando si sgancia.
    – di manovra visto che in avanti è chiesta una loro partecipazione al gioco corale con la squadra più che iniziative personali.

    Nel 4:3:3 invece l’ala è un’attaccante con pochi compiti di copertura che vengono invece affidati ai 3 di centrocampo. Come attaccante un’ala molto tecnica e brava nel dribbling rende al massimo con schieramenti nei quali i tre davanti fraseggiano tra loro scambiandosi le posizioni in campo (vedi Liverpool) mentre un’ala meno tecnica ma molto veloce rende al meglio in schieramenti che tendono a giocare di rimessa.

    Con Spalletti Salah era penalizzato perché il 4:2:3:1 non favorisce il gioco di rimessa.
    Analogamente nel 4:2:3:1 di Fonseca due velocisti come Under e Kluivert sono sfruttati al 50%. Sia Salah, Under e Kluivert erano invece perfetti per il gioco di DiFra, nel suo 4:3:3 ed infatti Cengiz ha fatto la sua miglior stagione con Eusebio. Salah con Eusebio sarebbe stato micidiale e chissà se la Champions ………

    Per sfruttare ora il nostro potenziale d’attacco al massimo dovremo giocare con Zaniolo e Perotti davanti accanto ad Edin, in quanto questo due giocatori sono più portati alla manovra.
    Nel 4:3:3 invece accanto al regista Diawara dovremo mettere due giocatori coast to coast, che mordano le caviglie degli avversari in un pressing alto per recuperare palla ed innescare il contropiede. Attualmente questo lavoro sporco lo saprebbe fare solo Veretout, un po’ Mancini e forse Zaniolo.

  3. cmq volevo parlare anke di campo e sondare le varie opinioni.
    a qnto pare fonseca sta valutando la difesa a 3.
    ovviamente nn una novità, visto ke l’ultimo a proporla è stato big-spalla.
    sicuramente si lega alla fatica boia (a parte edin) dgli avanti di buttarla dentro e quindi di riflessso nl tentare di irrobustire la manovra d’attacco nonkè aiutare il bosniaco.
     
    ma la domanda è!
    xkè pur cambiando i mister, fazio c’è sempre tra i 3? assodati mancini e smalling al centro, nn sarebbe + logico schierare cetin?
    o sennò provare sto fantasma di Ibanez?
    comprato a sto punto xun insondabile ragione da tramandare ai posteri…

    1. Grazie per l’assist Rugantino : fosse per me parlerei sempre e solo di campo!
      A me la difesa a 3 non è mai piaciuta e nel nostro caso andremmo a penalizzare tutti gli esterni d’attacco, tieni anche presente che siamo pur sempre il 3° attacco del campionato.
      È pur vero che i nostri esterni offensivi segnano poco, ma abbiamo dovuto fare i conti con gli infortuni di Zaniolo e Under e con un Perotti ormai in declino.
      A me l’idea di gioco di Fonseca piace (penso al derby di ritorno quando abbiamo tenuto la Lazio per 85′ nella sua metà campo….)e la sta portando avanti gradualmente, spero riesca nel duo intento, la difesa a 3 la vedo un passo indietro.

      1. ho letto ke la sta provando e ovviamente nn vuol dire ke alla ripresa la farà.
        io dico nì. nel senso ke ci può stare nl momento in cui skieri i giocatori adatti.
        già sentire fazio a dx mi si rizzano i peli. ma nn xkè sia scarso (anzi ho molta stima) ma xkè in qlla posizione lo metti in difficoltà.
         
        poi mi lego al tuo discorso esterni. se metti kolarov alto soffre pure lui. cmq, siamo sempre là, oltre all’idea di gioco, un mister bravo cuce il vestito in base ai calciatori ke ha..

  4. Ciao a tutti, Petrachi non entusiasma neanche me, la maggior parte dei suoi acquisti è rappresentata da giocatori di rendimento, ma manca l’intuizione geniale (forse Villar e Pérez… )
    Nel complesso il suo mercato lo ritengo sufficiente, l’acquisto veramente toppato è Kalinic, sugli altri si può discutere…
    Gli va concessa l’attenuante delle macerie lasciate da Monchi… credo sarebbe difficile per qualsiasi DS al mondo rimediare ad un simile sfacelo

  5. Visto che in questi giorni si è parlato di Sabatini, ne approfitto per dire la mia, anche per assolvere al mio impegno di quarta particella. Il Fumante ha fatto la fortuna della Roma pallottiana, e credo che su questo punto si sia tutti abbastanza d’accordo. Molti meriti, dunque, ma anche alcune criticità che abbiamo pagato in modo caro.
    La prima: le squadre che vendono senza indebolirsi, a me sembra, puntano soprattutto sulla vendita degli attaccanti. Se si ha il fiuto di scovare talenti in quella parte del campo si può comprare a poco e rivendere a moltissimo, lasciando che i ruoli più impegnativi a livello tattico, centrocampo e difesa, restino inalterati. Il Fumante ha invece commesso alcuni errori abbastanza gravosi da questo punto di vista. Sono stati diversi i colpi che non hanno dato frutto in qiella zona del campo, ma più di tutti ricordiamo quando Sabatini, preso dalla voglia di dimostrare lo status di grande squadra della Roma, spende circa 30 milioni per Iturbe. Questo acquisto, eccessivamente rischioso per le nostre tasche, sembra quasi la prova generale di quello che sarà il simbolo degli acquisti onerosi ma deludenti della Roma: Shick.
    Il secondo difetto del Fumante è stato quello di concedere garanzie contrattuali troppo ampie ai giocatori per convincerli a venire, o restare, a Roma. Per firmare un rinnovo Pjanic è diventato nella pratica padrone del proprio cartellino. Anche in questo caso, si tratta di una tradizione continuata fino a Pellegrini, passando per Manolas. Si tratta di un modus operandi che, alla lunga, lede la forza contrattuale generale di una società.

    Su questi punti la continuità con Monchi è stata netta, anche se quest’ultimo ha esacerbato di molto i difetti del Fumante senza avvicinarglisi minimamente nei pregi.
    E Petrachi? Tendo a fidarmi della sfiducia di Down nei suoi confronti. Petrachi è un Ds molto presente negli spogliatoi, e credo che questo serva moltissimo alla Roma. Purtroppo però anche con lui assistiamo ad acquisti pagato molto che devono essere attesi, compresi, a cui bisogna dare il tempo di ambientarsi, capire il ruolo, entrare nella miglior forma fisica. Tanti se e tanti ma.

    1. ciao val, aldilà dell’area tecnico-sportiva, è il complesso ke nn va.
      esempio? se paragonato ad altri club ke nn hanno sicuramente l’appeal di roma-città, ma qnto ci entra dalla nike o dallo sponsor sulle maglie? la comunicazione mediatica? a presa xil culo, cme se il tifoso giallorosso fosse un deficiente!!
      il disastro economico poi, si lega al pantano dello stadio. soldi gettati nel cesso xgli studi di fattibilità etc. in un area sui cui già aleggiava la tormenta della sfiga! senza dimenticare l’esercito di dirigenti ke cme in un hotel a 5* sno entrati ed usciti da trigoria. tutti spacciati xgrandi prof e rilevatosi inutili quaquaraquà!!
      ben venga allora l’urlo di rivolta e tutti gli striscioni ke stanno soffocando la capitale.
      xkè la misura è colma!!

  6. curioso ke si parli di zaniolo e nn di pellegrini ke cn la clausola ridicola può essere ceduto a ki bussa alla porta. qsto xkè i geni avranno la scusa xgiustificare l’eventuale cessione: “eh ma c’era la clausola, ke potevamo fare noi!”. porelli e c’hanno ragione.
     
    2 consigli a petraki.
    se il lipsia nn vuol $ la clausola, schick torna e poi si cerca un club sul mercato inglese.
    se proprio vuol cedere zaniolo alla rube faccia così: “60 cash + demiral, sennò nisba”.

    1. Petrachi ha avuto 1 anno per togliere la clausola e non l’ha fatto.
      Con questo ho detto tutto.

  7. e così il rosso dl bilancio è arrivato a 126ml!!!!!
    poi vorrei capire il senso dl docu ke i geni vojono portare all’assemblea dl 26, dve danno la colpa al virus xi nn trasferimenti xfar cassa!! xme lo hanno preparato + ke altro xnn farsi mettere le mani addosso dgli azionisti e passare 30 giorni in ospedale.
    in sintesi: nn essendoci compratori all’orizzonte, nè $ immessi da paperino, alla fine dlla fiera indovin indovinello, cme si tapperanno le voragini?

    1. Il riferimento a mancate cessioni invernali è funzionale a reclamare una sorta di riduzione sulle plusvalenze da realizzare per rimanere nei paletti del FPF.

      1. possono scrivere e comunicare qllo ke vojono. tanto xme oramai la loro credibilità è pari allo zero. la realtà è sotto gli okki di tutti e dice ke senza nuova proprietà o congelamento dl fpf, venderanno i giocatori + forti xfare cassa.

      2. Che l’unica strada di Pallotta sia cedere giocatori questo è pacifico.
        Per questo è auspicabile che ceda la società.

      3. è pacifico.. xla sua gestione dl gazzo (pardon).
        xkè se dopo 10anni ti ritrovi economicamente ancora + inguaiato di cme la rosella lasciò la roma, vuol ke 6 pure un mentecatto cme imprenditore!!

  8. le priorità sno altre.ovvero: se nn vojamo passare l’estate a maledire dinuovo paperino & company, nonkè a piangere xle cessioni dei big.
    petraki o ki altri dve liberarsi/piazzare 14 giocatori tra qlli in rosa e qlli in prestito.
     
    p.s.
    mi auguro ke nn si facciano mettere xl’ennesima volta i piedi in testa e ke se 30ml è il riscatto di shick, 30 il lipsia dve pagare. sennò torna e lo si piazza ad altro club danaroso.