Di Francesco studia la Roma anti Shaktar

di Francesco Gorzio 5

Di Francesco ha già la formazione in testa, otto undicesimi visti col Torino, più Fazio, Perotti e Dzeko al posto di Juan Jesus, El Shaarawy e il deludente Schick.

Il Tempo, A. Austini

In campo, tutti, compresi Dzeko, Fazio e Defrel che avevano visto la gara col Torino dalla tribuna. La Roma s’è riunita lì, con la testa rivolta allo stesso maxischermo dell’Olimpico che a dicembre regalò la notizia del primato conquistato nel girone di Champions. Stavolta i giocatori, insieme al pubblico, hanno guardato il video motivazionale in vista della gara di martedì con lo Shakhtar, quella che potrebbe regalare un traguardo inseguito da dieci anni: i quarti di finale di una competizione europea mancano dal 2008, quando i giallorossi fecero fuori il Real al Bernabeu. La scena di venerdì sera, nata da un’idea di Monchi per caricare la squadra, dimostra quanto la Roma stia «investendo» sulla sfida contro gli ucraini. È l’ultima possibilità rimasta per cambiare davvero il senso della stagione, un obiettivo costruito nel corso di cinque stagioni, dalla qualificazione in Champions conquistata attraverso il campionato 2013-14, fino all’impresa della squadra di oggi, capace di eliminare l’Atletico Madrid e finire davanti al Chelsea.

Ora o mai più, l’occasione è unica, irripetibile, a portata di mano dopo la sconfitta di misura nell’andata a Kharkiv. Un 2-1 ribaltabile, anche se la storia, soprattutto recente, dice l’esatto contrario: le ultime quattordici volte che la Roma ha perso l’andata in uno scontro europeo a eliminazione diretta, è riuscita a passare il turno in una sola occasione contro il Gaziantepspor nella Coppa Uefa 2003-04, vincendo 2-0 in casa dopo l’1-0 in Turchia. L’elenco delle rimonte nel frattempo fallite o al massimo sfiorate nelle varie competizioni è lungo: Slavia Praga, Karlsruhe, Atletico Madrid, Liverpool, Villarreal, Middlesbrough, Manchester United, Arsenal, Panathinaikos, Shakhtar Donetsk (proprio loro), Slovan Bratislava, Real Madrid, Lione.

Di Francesco ha già la formazione in testa, otto undicesimi visti col Torino, più Fazio, Perotti e Dzeko al posto di Juan Jesus, El Shaarawy e il deludente Schick. Defrel, recupero o meno, andrà in tribuna. L’unico dubbio riguarda il modulo: si parte col 4-3-3 o il 4-2-3-1? Il video di venerdì, oltre alla squadra, serviva per invogliare i tifosi a comprare i biglietti: venduti finora 42mila, restano posti ovunque tranne Curva e Distinti Sud, si punta a 50mila spettatori. Il passaggio del turno, oltre al prestigio, vale tra i 12 e i 13 milioni fra premio Uefa, market pool e futuro incasso al botteghino (anche se vanno scalati i bonus ai giocatori). Pallotta tiferà dagli States, la Roma proverà a saltare di gioia.

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Commenti (5)

  1. @@@ così tanto per parlare di qualcosa
    – Spalletti sta “sbroccando” anche a Milano,
    ma non era l’ambiente di Roma, quello che lo rendeva nervoso?
    Ahi ahi ahi! @@@

    @@ “il cinepanettonaro” vorrebbe Becher!
    Pussa via! Pare abbia chiesto informazioni a Baldissoni
    “Baldisso'”giocatela fina! @@

    @ dopo la porcata che fece con Lamela!
    E lui ed il padre bussarono a quattrini!
    Ben fece Sabatini a vendere quel mercenario!
    Ogni tanto leggo che qualcuno lo rivorrebbe a Roma!
    Pussa via! @

    *** se i quattro baba’ che gli abbiamo rifilato, serviranno a ciò che mi auguro,
    lmmensa goduria!***

  2. …e da dove doveva tifare “Cagnotto”?
    dall’Olimpico? Si vede male e poi i prezzi per questa partita sono “salati”
    peggio di quando metti due volte il sale nell’acqua che bolle, quando devi cuocere i “maccaroni!”

  3. Pallotta tiferà dagli States.
    A noi, del tifo del mandrucone, non ce ne frega niente: SempreForzaMagicaRoma.

  4. Mi auguro che il tuo simil Juve possa essere profetico caro Down 16:14.
    Non mi ci affezionerei più di tanto.

  5. Meglio il 4:2:3:1 del 4:3:3, visto che Radja gioca meglio tra le linee dove riesce a portare pressing sul portatore di palla.
    Per il resto sarà importante l’intensità, la concentrazione e l’atteggiamento.
    Non essere frenetici ma usare la testa.
    Prima o poi il golletto lo facciamo, la Juve docet.