Roma-Milan 0-2, è più la rassegnazione della contestazione

di Francesco Gorzio Commenta

Lo 0-2 dei rossoneri ha messo in mostra tutti i difetti di fabbrica della squadra di Di Francesco.

Leggo, F. Balzani

Niente brodino caldo stavolta, anche se viste le temperature polari sarebbe servito. Anzi quella che il Milan riserva all’Olimpico è una nuova doccia gelata per la Roma che riscivola al 5° posto e ripiomba nella crisi. Lo 0-2 dei rossoneri ha messo in mostra tutti i difetti di fabbrica della squadra di Di Francesco (alla 5° sconfitta in casa stagionale, non accadeva dal 2004-2005): poco carattere, attacco sterile, gioco improvvisato, senatori in bambola, forma fisica da mani nei capelli. Non sono bastati il cambio modulo o l’esclusione di tre big come Florenzi, De Rossi e Dzeko. E stavolta nemmeno il genio di Under ha potuto cambiare le cose vista l’apatia di Schick e Perotti. Nel primo tempo solo il turco ha trovato la porta di Donnarumma, col Milan ordinato a studiare l’avversario. Nella ripresa la squadra di Gattuso ha preso il sopravvento e dopo il vantaggio di Cutrone ha rischiato più volte di fissare il prefisso sullo 0-2 prima della rete di Calabria che ha permesso al Milan di vincere dopo 7 anni all’Olimpico contro la Roma. Di Francesco nel finale ha schierato un improbabile 4-2-4 senza ottenere nulla. In evidente affanno sono apparsi ancora Strootman e Nainggolan (che ha perso anche un dente dopo uno scontro con Kessié), ma ora è proprio il tecnico a rischiare grosso anche perché senza ingresso in Champions la Roma si ritroverebbe nei guai in ottica fair play finanziario.

«Nel primo tempo abbiamo fatto una buona gara e non abbiamo concesso nemmeno un tiro. Dopo il secondo gol siamo svaniti. Si cercano alibi su un discorso fisico che non condivido, ci siamo allungati quando prima eravamo compatti. E’ mancata qualità e personalità. C’è un problema mentale. La dimostrazione avuta oggi è questa, ci siamo abbassati troppo in partenza sul primo gol e ci siamo fatti sorprendere. il calcio è fatto di episodi, dobbiamo essere bravi a portarli dalla nostra parte e dobbiamo essere bravi a reagire», le parole di Di Francesco. Quando gli si parla di crisi: «Io mi metto come primo responsabile e non dimostriamo di essere una grande squadra. La colpa me la prendo visto che non riesco a trasmettere certi stimoli. Non possiamo essere contenti, ci aspettavamo un’altra partita. La squadra si è disunita nella ripresa. Abbiamo ancora però la possibilità di arrivare in Champions e superare lo Shakhtar al ritorno». Parole che non basteranno a calmare l’ambiente. A fine partita la Curva ha richiamato di nuovo la squadra sotto il settore (senza ottenere risposta – fatta eccezione per i timidi applausi di Florenzi e De Rossi – per ordine della Prefettura) poi un mare gelato di fischi e il coro «Tifiamo solo la maglia». Non i primi. Nel prepartita Totti era sembrato ottimista: «Quella vista nel secondo tempo contro lo Shakhtar non è la Roma, ma col Milan mi aspetto quella del primo tempo. Certe volte vorrei entrare e giocare».

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