Smalling: la Roma non ne può fare a meno, ma che futuro lo attende?

by Daniele Pace 0

Più passa il tempo e più Smalling sta diventando fondamentale per la Roma di Fonseca. Il colpo in estate, prelevandolo dal Manchester United, si sta confermando come uno degli più azzeccati, e probabilmente uno di quelli passati maggiormente in silenzio, dell’era Pallotta.

I numeri, d’altra parte, non mentono: con il difensore inglese in campo, la Roma ha ben altra solidità nella propria metà campo, subendo una rete solamente ogni 115 minuti e con sei match chiusi senza subire gol. Senza Smalling, invece, la musica sembra cambiare notevolmente, con un gol ogni 64 minuti e solamente una partita senza prendere gol. Anche dando un’occhiata ad un sito di calcio scommesse, si può notare dalle statistiche come la compagine giallorossa, quando è in campo Smalling, corra molti meno pericoli, anche per via della leadership e dell’imponenza fisica che riesce a mettere in campo l’inglese. Non solo, dal momento che Smalling ha pure il vizietto del gol e più di una volta è andato in gol o ha sfiorato la rete su situazioni da calcio piazzato.

Se adesso l’obiettivo per la Roma è quello di fare di tutto per tenerlo, è chiaro che il Manchester United può lucrare il più possibile da questa situazione. Per rimanere nella capitale, i giallorossi dovrebbero sborsare circa 20 milioni di euro, questa la richiesta dello United, mentre Petrachi e Pallotta non si vogliono spingere oltre i 15 milioni di euro.

Non solo, visto che le ultime prestazioni al centro della difesa della Roma sembra che abbiano addirittura fatto ricredere il Manchester United, che potrebbe anche decidere di non accettare l’offerta della Roma e di riprendersi il giocatore. Solskjaer ha già sottolineato come il prossimo anno è destinato a tornare in Inghilterra, ma sicuramente dovrà scontrarsi con la volontà della Roma, che è quella di tenere in rosa l’arcigno mastino inglese per farne un perno vincente della propria formazione.

Se il pensiero dell’allenatore del Manchester United dovesse davvero avere un seguito, Smalling potrebbe tornare al Manchester United con un ruolo da protagonista, riassaporando anche il tipico ambiente anglosassone e una Premier League che, tra le varie particolarità, ospita ancora il Boxing Day.

Come racconta L’insider, il Boxing Day è una delle tradizioni più belle del calcio inglese e nacque da un’idea che venne in mente ai dirigenti di Hallam FC e Sheffield FC di disputare il loro primo derby in veste ufficiale esattamente il giorno dopo rispetto a Natale, ovvero il 26 dicembre.

Ebbene, da quel momento in avanti, il Boxing Day in ambito britannico si è trasformato in una spettacolare tradizione, che vanta anche diverse curiosità. Ad esempio, nel 1963, ci fu una giornata da ben 66 gol complessivi, incluso un pirotecnico 10-1 con cui il Fulham battè l’Ipswich e un altrettanto sonoro 8-2 inflitto dal Blackburn sul campo del West Ham.

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