Ci voleva l’arrivo di Ranieri per rivalutare gli acquisti di Monchi?

di Francesco Gorzio Commenta

Il tecnico romano d’altronde è stato spesso l’artefice di riscatto di molti giocatori che non trovavano spazio o che fino al suo arrivo non erano stati sfruttati a dovere.

Potrebbe essere questo il paradosso di un’annata nata sotto il segno dei fallimenti di mercato dell’ormai ex ds che nei prossimi giorni firmerà con l’Arsenal. Il tecnico romano d’altronde è stato spesso l’artefice di riscatto di molti giocatori che non trovavano spazio o che fino al suo arrivo non erano stati sfruttati a dovere.

Di esempi ne è piena zeppa la sua prima Roma che nel 2010 sfiorò lo scudetto: dall’ex terzo portiere Julio Sergio all’eterno discontinuo Menez passando per Brighi, Burdisso o Vucinic. Ancora più eclatante il fenomeno Leicester dove Ranieri ha plasmato tanti piccoli miracoli. I più evidenti rispondono ai nomi di Drinkwater, Kante, Vardy e Mahrez. Proprio quest’ultimo, a un passo dalla Roma un anno e mezzo fa, passò dalla serie B francese con il Le Havre alla vittoria della Premier grazie alle intuizioni di Ranieri.

Un percorso che Claudio vorrebbe far ripercorrere a Justin Kluivert, abbracciato e coccolato dal tecnico dopo la bella prestazione con l’Empoli. L’olandese – pagato 17 milioni la scorsa estate – non ha legato con Di Francesco e lo evidenzia lo scarso minutaggio (1262′) oltre a un rapporto spesso teso come dimostra l’esclusione di Madrid.

Il giocatore più nominato da Ranieri in questi primi giorni però è un altro. Ovvero Patrik Schick, 42 milioni e tanti passaggi a vuoto nella Roma di Di Francesco. «Ha tutto per sfondare, lui e Dzeko devono giocare insieme», è stato il marchio di Ranieri che ne vorrebbe fare un nuovo Vucinic. Il montenegrino giocava, infatti, da seconda punta al fianco di Toni e davanti a Totti. Ranieri vorrebbe fare lo stesso affiancandogli Dzeko e mettendogli qualche passo indietro Zaniolo. L’inizio fa ben sperare visto che il gol di Schick ha portato lunedì sera tre punti pesantissimi.

Rivitalizzati dall’arrivo di Ranieri sono sembrati (ma forse è presto per dirlo) pure Marcano e Nzonzi. Il difensore spagnolo ha il fisico perfetto per l’identikit che cerca Ranieri, basti guardare la stazza della coppia difensiva del Leicester formata all’epoca da Huth e Morgan. Il centrocampista francese – pagato 27 milioni – invece sarà usato come vertice basso in attesa del ritorno di De Rossi e ha i tempi giusti per rallentare il gioco nei momenti di tensione. Ha deluso meno fin qui Cristante che tuttavia non è ancora riuscito a non far rimpiangere Nainggolan. L’ex atalantino può essere il Brighi di quella Roma che per poco non strappò il tricolore all’Inter di Mourinho.

Più difficile sarà tirare fuori dal guado Pastore, ma per i miracoli nemmeno Ranieri è ancora attrezzato. Il primo obiettivo di Claudio è quello di riportare ossigeno a una squadra che si rompe spesso (oggi esami a polpaccio e flessore per Zaniolo e Schick a rischio con la Spal) e corre poco come dimostra una statistica: solo Udinese, Sampdoria e Torino fanno meno km dei giallorossi in media durante le partite. E oggi il tecnico di Testaccio a Trigoria terrà una lezione di tattica agli allievi per il master d’allenatore. Tra loro pure l’ex Mancini e il figlio di Zeman.

(Leggo, F. Balzani)

Francesco Gorzio

Giornalista pubblicista, appassionato di sport e tecnologia. Amministra il blog d'informazione calcistica Forza-Roma.com.

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