Litigio tra Kolarov ed una parte della tifoseria, adesso gli straordinari non bastano più

di Francesco Gorzio Commenta

Neppure il gol al derby è riuscito a farlo entrare, definitivamente, nel cuore dei romanisti.

Neppure il gol al derby è riuscito a farlo entrare, definitivamente, nel cuore dei romanisti. Non c’è tifoso della Roma che possa rimproverare qualcosa ad Alek­sandar Kolarov come professionista: esemplare, sempre tra i primi ad arrivare a Trigo­ria e tra gli ultimi ad andare via, in un anno e mezzo ha se­gnato in campionato, in Cham­pions League e in Coppa Italia e in questa stagione, dove pure paga le fatiche fisiche del Mondiale, è già a sei centri. Mai aveva segnato così tanto in car­riera, mai era stato così prolifi­co, ma forse mai si era sentito così contestato dai propri tifo­si.

[…] Gli ultrà, nella notte tra venerdì e sabato, sono andati al Torrino, dove abita Kolarov, e scrivere sui muri: «Croato di m…» e «Kolarov abbassa la cresta». Insulti soprattutto quello riferito alla sua nazionalità, visto che il difensore è serbo che il giocatore non si aspettava ma a cui, almeno per ora, non ha re­plicato attraverso i suoi profili ufficiali. Ave­va replicato, invece, martedì scorso, a Termini a chi diceva a lui e agli altri giocatori di «svegliarsi» e forse quella replica ha rappre­sentato una frattura difficile da rimarginare con la parte più calda del tifo ro­manista. […]

An­che in serate come quelle di stasera, quando prima del fi­schio d’inizio non arriveranno certo applausi e carezze. Ma a Kolarov poco importa, lui va dritto per la sua strada, cioè la fascia sinistra. E se non è ama­to da tutti la sensazione è che se ne sia già fatto una ragione.

(Gazzetta dello Sport)

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