Il testa a testa tra Roma e Milano per la Champions League

di Francesco Gorzio Commenta

Torino e Napoli corrono per lo scudetto, le due capitali d’Italia per l’ingresso in Champions.

Gazzetta dello Sport, S. Vernazza

Milano-Roma, come da titolo del programma Rai in cui due personaggi viaggiano assieme sull’autostrada del Sole. Torino e Napoli corrono per lo scudetto, le due capitali d’Italia – Roma Capitale politica, Milano capitale economica – per l’ingresso in Champions.

SITUAZIONE – I pass saranno quattro, due sono già assegnati e se li sono aggiudicati Juve e Napoli, duellanti per il titolo. Terzo e quarto posto, gli altri due piazzamenti buoni, se li contenderanno le due romane e le due milanesi, salvo un inserimento della Samp. La squadra di Giampaolo ha i numeri, 44 punti e una partita in meno, ma difetta di continuità, specie in trasferta, troppi alti e bassi. Al momento la classifica dice Roma Capitale, la Roma è terza e la Lazio quarta, ma manca all’appello proprio il derby di Milano, rinviato nel giorno dello stordimento per la morte di Davide Astori. Milan-Inter assegnerà tre o due punti, a seconda che finisca con una vittoria o un pari, e oggi sembra un match più cruciale per il Milan. Una sconfitta rimbalzerebbe all’indietro i gattusiani, ma sono congetture, bisognerà vedere con quale classifica Milan e Inter si presenteranno al recupero.

MISTERI – Per la serie dei grandi misteri irrisolti, ecco a voi l’Inter, capace di bloccare Juve e Napoli sullo 0-0, i sarriani per due volte, e di perdere in casa con l’Udinese, pareggiare a San Siro col Crotone e a Ferrara con la Spal, cadere a Reggio Emilia col Sassuolo e a Marassi col Genoa. Tredici punti dilapidati contro squadre di medio-piccolo cabotaggio. Non diciamo che l’Inter avrebbe dovuto vincere tutte queste partite, qualche imprevisto è concesso, ma con otto dei tredici punti buttati via oggi sarebbe terza in solitaria a quota 60 e con buon margine sulla Roma. La stessa Inter non ha ancora perso contro le formazioni che vanno dalla Juve capolista all’Atalanta ottava (con due gare da recuperare). Rendimento contradditorio, varie le cause. Motivazioni: l’Inter è snob quando affronta le piccole, il gol preso a Ferrara nel finale ne è una buona dimostrazione. Strategia: contro le grandi non è obbligata a fare la partita, può permettersi di subirla e di ripartire. Spalletti ha detto che manca qualità, ma forse è un «mind game», un giochino mentale, un messaggio provocatorio al gruppo per solleticarne l’orgoglio. L’Inter ha qualità e una struttura che la porta però a lavorare di quantità. La solidità resta il valore fondante, delle quattro contendenti per il terzo e il quarto posto l’Inter è la squadra che ha perso di meno, appena tre volte.

RINATI CON RINO – Gattuso ha preso il Milan a undici punti dal quarto posto e l’ha portato a meno sei, con una gara da recuperare, per cui parliamo di un potenziale meno tre. Svantaggio dimezzato, se non di più. Ad autunno inoltrato la società aveva calcolato un’altra annata di transizione, ora si riscopre in corsa per la Champions e in finale di Coppa Italia. Sul piano della psicologia il Milan è messo meglio: era tagliato fuori, è riemerso, ha poco da perdere. Gattuso sconta un avvio stentato perché nel primo periodo a Milanello ha rifatto la preparazione, e la squadra imballata ha pareggiato a Benevento, perso a casa Hellas e a San Siro contro l’Atalanta. Una cosa tipo Inter, otto punti gettati: ne basterebbero tre di questi otto per averne 50 complessivi e stare in scia ai nerazzurri. La cifra tecnica del Milan è ottima. Il problema è coniugare i piedi buoni con la quantità richiesta da Gattuso. Calhanoglu incarna un caso di scuola. Caracollava come un trequartista indolente, esentato dai compiti a casa, l’equivalente del lavoro sporco. Il nuovo tecnico gli ha insegnato che nel calcio contemporaneo nessuno può guardare in fase di non possesso, neppure Messi e Ronaldo, e Calhanoglu è diventato essenziale, fa la giocata quando può o deve, non quando vuole. Ha smesso i panni del solista, si muove con la squadra. Il Milan in campionato vola: quattro vittorie di fila, quattro giornate senza prendere gol. Roma chiama, Milano risponde.

Lascia un commento