Infortuni sul campo da calcio: tutti i numeri

di Daniele Pace Commenta

Infortuni sul campo da calcio da sempre argomento delicato. Ecco perché oggi vogliamo condividere coi nostri lettori tutti i numeri di questa storia

Totti
Totti

Calcio e infortunio sono due parole che molto spesso si incontrano nella stessa frase. Lo sport più amato d’Italia è anche al centro di numerose notizie che riguardano infortuni più o meno gravi dei professionisti quanto degli amatori. Chi gioca a calcio, soprattutto a livello professionale, incontra molto frequentemente nella sua carriera diversi momenti di stop: alcuni passeggeri, altri invece con un decorso più lungo e complesso, tanto da avere anche il potere di stroncare una carriera sul più bello come ben illustrato dall’infografica di 888sport.

Gli arti inferiori e i piedi sono le parti del corpo su cui si concentrano la maggior parte degli incidenti dei giocatori di calcio. Le lesioni alle gambe o ai piedi sono tra le più comuni, sia in fase di allenamento che in fase di gioco. A destare molti problemi ci sono le caviglie, assieme ai piedi. Le estremità inferiori dei calciatori sono sottoposte ad un estremo livello di stress: si stima che un giocatore professionista della Serie A in una settimana percorra correndo tra i 26 e i 36 km, non proprio una passeggiata nonostante il loro allenamento.

Le ginocchia sono uno dei punti più delicati per un giocatore: le lesioni LCA e LCM rappresentano un buon 25% degli infortuni riscontrati. Anche la testa è una delle parti del corpo che spesso viene coinvolta in incidenti, con un 2/3% di commozioni celebrali dovute a collisioni sul campo da gioco o in allenamento.

A questi infortuni si aggiungono altre problematiche comuni come la lussazione della spalla e lo strappo inguinale, oltre alle ernie addominali, alle distorsioni dei legamenti e agli affaticamenti di tendini e polpacci. I giocatori più fortunati ovvero quelli coinvolti in infortuni di lieve entità se la cavano in pochi minuti o in poche ore. Gli altri devono affrontare qualche giorno di stop dal campionato. I più gravi invece si dovranno arrendere ad un decorso più lungo che può spaziare da uno a sei mesi a seconda del danno subito.

I professionisti devono prestare particolare attenzione non solo in allenamento e in partita, ma anche durante il tempo libero. Sono state diverse le notizie degli ultimi tempi che hanno dimostrato come anche fuori dall’area di gioco possano accadere infortuni in grado di cambiare le sorti di una partita o di un’intera stagione. I più sfortunati poi, per un infortunio dal lungo decorso, hanno perfino dovuto dire addio ad una brillante carriera sportiva.

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