La Roma rende meno di quanto guadagna

di Francesco Gorzio Commenta

I conti migliorano, ma la Roma costa sempre più di quanto guadagna e continua a perdere.

Il Tempo, A. Austini

I conti migliorano, ma la Roma costa sempre più di quanto guadagna e continua a perdere. Le cessioni dei calciatori e le plusvalenze necessarie a ottenere l’ok dell’Uefa torneranno d’attualità a giugno. Stavolta, però, c’è anche un main sponsor in arrivo. La notizia più importante non è scritta nelle semestrale chiusa al 31 dicembre 2017 con un «rosso» di 40.3 milioni e approvata mercoledì dal cda romanista. Nelle prossime settimane la società di Pallotta firmerà un contratto con un’azienda internazionale – almeno tre in lizza e fra queste c’è la Turkish Airlines – che dalla stagione 2018/19 stamperà il proprio marchio sulle casacche giallorosse. La Roma è convinta di chiudere l’accordo entro giugno, per contabilizzare in anticipo una prima tranche che aiuterà a equilibrare i conti nel bilancio d’esercizio. Quello che per forza di cose il club dovrà chiudere in pari per rientrare nel Fair Play Finanziario, beneficiando dello scorporo dei cosiddetti costi virtuosi e delle tasse.

Per esempio, due anni fa il bilancio civilistico segnava un -14 milioni divenuto un attivo di 5 milioni per la Uefa. Ecco, la stessa stagione può essere presa come metro di paragone. La Roma anche allora si qualificò agli ottavi di Champions, aveva un rapporto costi-ricavi pressoché identico, con sei milioni di ricavi in meno nel primo semestre (118 milioni contro i 124 attuali) ma anche sette milioni di costi in meno (102 a 109). La squadra fu eliminata dal Real nello stesso turno in cui la Juve cadde col Bayern e la Champions fruttò 77 milioni di euro, mentre adesso la cifra già messa a bilancio è di 47.8 milioni, col resto che verrà contabilizzato nel prossimo semestre e dipenderà proprio dal cammino delle due squadre nel torneo. Nell’esercizio 2015/16 il club giallorosso ha ceduto in estate Romagnoli, a gennaio Gervinho e Destro, il giugno successivo Pjanic per un totale di 77.4 milioni di plusvalenze e +64 milioni nella gestione parco calciatori.

Ad oggi, invece, ha realizzato minusvalenze con Iturbe, Doumbia, Zukanovic e Moreno per un totale di -6.4 milioni e plusvalenze minime con Mario Rui e Vainqueur: 2.4 milioni. La cessione di Emerson a gennaio ha portato però altri 18 milioni di plusvalenza che verrà conteggiata nel prossimo semestre: a grandi linee e al netto dei ricavi incalcolabili (sponsor e Champions) si può dire che la Roma di certo dovrà vendere un altro big a giugno. Gli indiziati sono Alisson (che Pallotta vorrebbe tenere), Manolas, Nainggolan, Strootman, Pellegrini e Dzeko. Meno soldi servono subito, più margine di trattativa avrà Monchi che, in ogni caso, vuole rivoluzionare la squadra. Perché guadagna troppo – è salito il costo del personale e sulla semestrale pesano i bonus già pagati per gli ottavi di Champions – rispetto a quanto rende. E Pallotta, oltre alla sua seconda ricapitalizzazione fissata dal cda a 115 milioni, ne ha versati altri 12 di finanziamento.

Lascia un commento