Nainggolan non riesce più a trascinare la Roma

di Francesco Gorzio 4

Tutte questioni che hanno inciso sulla testa del calciatore, anche se la verità è che dal gol nel derby è sparito.

Il Messaggero, A. Angeloni

Era il 12 dicembre del 2016, quando la Roma batteva il Milan in casa: 1-0 gol di Nainggolan. Il Ninja spopolava e che in quel periodo giocasse da trequartista era un dettaglio. Spopolava perché aveva una forza fisica e mentale sopra la media, sopra chiunque: intenso a metà campo e decisivo in zona gol (14 totali). Non ha deciso solo quella di partita, il Ninja. Quello passato è stato il suo campionato, quello lo ha portato ad avere addosso gli interessi di svariati club, tra i più importanti, in Europa. Lui, forte di un doppio rinnovo contrattuale in poco più di un anno, si è sposato con la Roma e non la voleva più lasciare («se non mi cacciano, resto qui a vita», ha detto recentemente). È passato poco più di un anno da quella partita con il Milan, guardi oggi Nainggolan (sempre contro il Milan) e quasi ti esce la lacrima. A tanti esce: alla società che non ha forzato la mano sulla sua (eventuale/possibile) cessione, ai tifosi che hanno smarrito il loro guerriero e a lui stesso che, guardandosi allo specchio, non si riconosce più. E non c’entra niente il ruolo.

IL NUOVO CHE INDIETREGGIA – Contro il Milan, ieri sera, Radja si è presentato vestito a nuovo: senza cresta, completamente rasato. Senza sfarsi, insomma. Vediamo se nuovo look corrisponde a nuova vita, avrà pensato. E lo abbiamo pensato/sperato un po’ tutti, specie Di Francesco, che sta affogando senza aver quasi mai potuto contare a pieno su di lui, né in termini di prestazione né per i gol. Nainggolan – nei primi minuti con i rossoneri – ce la mette tutta, corre, sbaglia, intruppa, sembra tornato il pittbull di un tempo. Invece niente, arriva Kessie e gli spacca un dente. Ci mancava pure questo. La partita, quasi, finisce lì. A dicembre c’è stato il video della festa poco sobria, poi i cinesi stavano per portarlo via da Roma. Tutte questioni che hanno inciso sulla testa del calciatore, anche se la verità è che dal gol nel derby è sparito, vivacchiando un po’, per poi svanire, complice pure il guaio al polpaccio, mai del tutto superato. Adesso che succederà? Intanto la stagione va portata a termine e Nainggolan deve tornare a dare qualcosa in più, perché la Roma rischia il tracollo. Sabato c’è il Napoli, poi il Torino e il Crotone (più lo Shakhtar). Non arrivare tra le prime quattro sarebbe un disastro sportivo ed economico e il futuro sarebbe a rischio. E quella cessione che in passato sembrava “facoltativa” e dolorosa, potrebbe diventare necessaria e indolore. E quell’amore giurato per l’eternità, potrebbe finire in un attimo. Un disastro, insomma.

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Commenti (4)

  1. Ho espresso più volte il mio punto di vista sulla natura della nostra crisi che va ricercata principalmente in un calo atletico.
    L’esempio della squadra di Gattuso è paradigmatico.
    Ora la Roma è come il Milan di inizio campionato, lenta e inconcludente.
    Allora tutti a dire che i rossoneri erano una squadra di seghe, Bonucci una pippa, Biglia un pacco della Lazio, Kessie sopravvalutato, Chalanoglu una sola e così via.
    Hanno cambiato allenatore, hanno iniziato ad allenarsi come di deve ed i valori reali della rosa sono emersi.
    La Roma ha una rosa che qualitativamente è superiore a Lazio, Inter e Milan.
    A parità di condizione atletica ieri non avremo perso.
    La soluzione come nel cambio Montella Gattuso potrebbe essere accompagnare Eusebio alla porta ma per prendere chi?
    Chi verrebbe nella polveriera Roma a marzo?
    Nessuno!
    Cambiare ora Eusebio non so quanto abbia senso. Mi sembra il meno colpevole mentre Norman e Lippie andrebbero presi a calci nel sedere.
    Ma quanti soldi stiamo spendendo per i nostri fantastici preparatori atletici?
    Quando la squadra correva Di Francesco in fondo aveva anche fatto bene.
    Certo vedere la Roma schierata ieri sera col 4:2:4 mi ha fatto cadere le palle a terra. Ma se non stiamo in piedi come fai a squilibrare ulteriormente la squadra inserendo un attaccante ( per modo di dire) come Defrel😳 e togliendo un centrocampista alla ricerca dell’impossibile pareggio?
    Di Eusebio è questo che mi colpisce. La mancanza di un sano realismo, di un sano pragmatismo.
    Se sai che la squadra regge a malapena 60’ perché non prendere le adeguate contromisure? In Ucraina siamo andati a giocarcela con 3 attaccanti, quando sarebbe stato più prudente schierare la squadra più coperta. Ieri mi mette in campo 2 cadaveri come Kolarov e Radja quando JJ e Gerson avrebbero fatto sicuramente meglio.

  2. parere personale: pallotta avrà sicuramente commesso degli errori, chi non ne commette? però c’è da dire che la roma era messa mooolto male finanziariamente prima del suo arrivo. lazio e roma hanno vissuto storie simili, entrambe super indebitate per poter vincere uno scudetto e poco più e ai nuovi proprietari è toccato il risanamento: lotito da una parte, pallotta dall’altra. e ricordate i primi anni della lazio, con mimmo caso e compagnia? per lo meno la roma dopo pochi anni di rodaggio è sempre stata in corsa per le prime posizioni, è andata in champions, si è tolta qualche soddisfazione: obiettivamente le possibilità di vincere qualcosa ci sono state, ma non si sono concretizzate. la colpa è del presidente? non credo.
    poi, ultima cosa: con i sensi, che ora tutti osannano, quante volte la roma è arrivata dal 5 posto in giù? hai vinto uno scudetto sì, ma per arrivarci quanti anni ci sono voluti e quali conseguenze?

  3. Con Pallottolone la gente si è oramai rassegnata. È questa forse la cosa più brutta. Nemmeno si incazza più. O meglio non contesta. Se la Roma arriva quinta bisognerà vendere leggo qui. Beh mi sembra che la scorsa stagione la Roma è giunta seconda, eppure son stati lo stesso ceduti fior di giocatori. Quindi??? Non cambia nulla a mio parere. Rimane la stessa identica prospettiva. E forse è questa la cosa più avvilente.

    1. Concordo.
      La differenza è che se arriviamo 5 dovremo vendere di più .
      Con il problema – ad esempio – che Dzeko, tra tre mesi rischia di valere la
      Metà di qualche m se fa.
      E quindi toccherà sacrificare qualcun altro….
      Magari allison