Corriere della Sera: Yonghong Li, presidente del Milan, è insolvente in Cina, chiesta la bancarotta

di Francesco Gorzio Commenta

L'acquisto del Milan da parte dell'imprenditore cinese Yonghong Li è al centro di una nuova inchiesta del Corriere della Sera.

Il Corriere della Sera in esclusiva: l’imprenditore cinese Yonghong Li era già insolvente al momento dell’acquisto del Milan

L’acquisto del Milan da parte dell’imprenditore cinese Yonghong Li è al centro di una nuova inchiesta del Corriere della Sera, nella sezione Dataroom. Milena Gabanelli e Mario Gerevini hanno indagato sulle holding dell’imprenditore che ha acquistato il club rossonero per 740 milioni scoprendo che la holding Shenzhen Jie Ande, presentata anche come credenziale per l’acquisto, e che possiede una quota della società di packaging Zhuhai Zhongfu (quotata sulla Borsa cinese), era già insolvente al momento dell’acquisto.

CHIESTA LA BANCAROTTA — Secondo il Corriere la Shenzhen Jie Ande era stata raggiunta da un ordine arrivato dal tribunale del distretto di Futian: “Vendete all’asta il 2 febbraio” sull’Ebay cinese. Questo perché la holding di Li non aveva restituito un prestito concesso dalla Jiangsu Bank . I 60 milioni di euro di valore delle quote sarebbero dovuti andare a ripagare i debiti con le banche. Ma c’è di più, perché sempre da via Solferino si scopre che la vendita all’asta era poi stata sospesa per il sopraggiungere di un nuovo creditore. Lo scorso 8 gennaio la Banca di Canton avrebbe chiesto la liquidazione per bancarotta della holding Jie Ande.

CASSAFORTE VUOTA — Il Corriere scrive: “Mentre era inseguito dai creditori in patria, Li chiude una delle più costose acquisizioni calcistiche della storia presentando tra gli asset fondamentali per la sua credibilità finanziaria, oltre alle famose e fantomatiche miniere di fosfato, anche l’11,39% di Zhuhai Zhongfu, detenuto tramite la cassaforte Jie Ande”. Una società cassaforte che era già da tempo insolvente.

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