Tutti sul banco degli imputati a partire da Di Francesco

di Francesco Gorzio 1

La Sampdoria ha vinto con merito, dominando il primo tempo e soffrendo nella ripresa perché le mancavano tre pezzi pregiati.

Corriere della Sera, L. Valdiserri

Andando avanti così, nel nuovo stadio di Tor di Valle — l’unica cosa che sembra importare davvero a James Pallotta — rischia di non andarci più nessuno. Di sicuro non i tifosi della Roma, che ieri sera hanno contestato prima il presidente bostoniano (dollari finti con la sua faccia, t-shirt con la scritta «vendesi giocatore a scelta», cori in cui Pallotta viene accusato di aver fatto la spia al Prefetto) e poi la squadra, che è stata invitata a recarsi sotto la Curva Sud a fine gara. I giocatori non l’hanno fatto, come giustamente vuole il regolamento, ma per loro le prossime partite all’Olimpico non saranno facili. E non ha di certo aiutato la conferenza stampa della vigilia di Di Francesco, che aveva parlato di pessimo ritorno dalle vacanze di gennaio. Il clima è davvero molto pesante e dare sempre le colpe ai giocatori — anche se ne hanno — è una scorciatoia.

La Sampdoria ha vinto con merito, dominando il primo tempo e soffrendo nella ripresa perché le mancavano tre pezzi pregiati: Praet, Quagliarella e Strinic. Con loro in campo la partita sarebbe finita nei primi 45 minuti. Giampaolo ha dominato il derby abruzzese delle panchine. Di Francesco ha conquistato tre punti nelle ultime sei partite di campionato e la settima è stata l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Torino. In altre situazioni sarebbero numeri da esonero o da dimissioni. A Roma e alla Roma, probabilmente, tutte e due le drastiche soluzioni peggiorerebbero ancora la realtà. Se Dzeko — ieri perduto in campo — non avesse segnato nel recupero della gara di quattro giorni fa, la Sampdoria avrebbe un solo punto in meno della Roma. A questo punto sembra quasi irrilevante sapere se Dzeko resterà a Roma, come sembra quasi sicuro, oppure andrà al Chelsea come voleva il d.s. Monchi. La Roma non ha schemi di attacco efficaci, come dimostra la voce gol segnati. Ieri poteva andare in vantaggio — anche se sarebbe stato molto immeritato — con un rigore nel primo tempo, per fallo di mano di Bereszynski su tiro di Cengiz. Ha tirato Florenzi, ha fallito il quarto rigore della stagione giallorossa (2 Perotti e uno Dzeko in Coppa Italia) e suo padre ha avuto un malore in tribuna che, per fortuna, non ha avuto gravi conseguenze. Ma sono episodi che spiegano quale sia la tensione che si vive all’Olimpico. Eppure era un’occasione molto ghiotta per la Roma, con la sconfitta della Lazio contro il Milan e il pareggio dell’Inter contro la Spal. È andata a finire che il punto nella lotta per la Champions l’hanno guadagnato i nerazzurri. Per una volta, nessuno potrà dare la colpa a Schick, che si è fermato nell’ultimo allenamento: l’ennesimo infortunio muscolare, esattamente come successe a Di Francesco nel campionato scorso al Sassuolo. Tanti, troppi problemi da gestire.

Lascia un commento

Commenti (1)