Stadio della Roma, il Ponte di Traiano ovvero il ponte della discordia

di Francesco Gorzio Commenta

La Raggi, pur di tagliare le cubature, aveva escluso dal progetto il Ponte di Traiano dall'elenco delle opere pubbliche, in realtà d'interesse strategico.

Il Tempo, F. Magliaro

In principio fu Virginia Raggi che, in campagna elettorale, annunciò a RadioRadio che, se eletta, avrebbe cancellato la delibera Marino sul pubblico interesse. Indossata la Fascia tricolore, il progetto Stadio finisce da Paolo Berdini, messo dalla Raggi a guidare l’Urbanistica capitolina. Dopo aver fatto in ogni modo le pulci al progetto senza riuscire a trovare appigli né per cassarlo senza rischi né per modificarlo senza intaccare le opere pubbliche, Berdini decide: il Ponte dei Congressi può essere sufficiente anche ad assorbire il traffico per lo Stadio. E, visto che lo paga lo Stato, la sua costruzione rende superflua la realizzazione del Ponte di Traiano proposto e pagato dalla Roma in cambio di cubature. Il Ponte di Traiano è una nuova infrastruttura complessa sull’autostrada Roma-Fiumicino a Parco de’ Medici: due complanari da 2 km, in ingresso e in uscita su entrambe le direzioni; nuovo svincolo autostradale più ponte sul Tevere. Il costo totale dell’intera opera, inizialmente valutato in 95 milioni di euro, dopo gli adeguamenti e allargamenti richiesti nella prima Conferenza dei Servizi (settembre 2016-marzo 2017), è salito a circa 110 milioni di euro totali.

Saltato Berdini, alla Raggi era comunque rimasta la necessità di portare a casa un risultato politico che desse seguito almeno parzialmente alla sua promesse fatte in campagna elettorale. Ecco, quindi, che l’idea di Berdini rimane ed è alla base della nuova delibera di pubblico interesse di giugno scorso: pur di tagliare le cubature, il Ponte di Traiano viene cancellato dall’elenco delle opere pubbliche. Lo Stato, la Regione, la Città Metropolitana e lo stesso Municipio IX (questi ultimi due a guida 5 stelle) non ci stanno: il progetto senza ponte non regge. Inizia un balletto infinito, con il Comune che fa melina per difendere la sua posizione. E dalla carte dei proponenti, che dovevano dimostrare la sostenibilità dell’idea Raggi/Berdini, emerge che il Ponte di Traiano costa la metà del Ponte dei Congressi e assorbe almeno il 40% in più di traffico. Si arriva in Conferenza dei servizi e la querelle la risolve l’intervento dei ministri allo Sport, Luca Lotti, e alle Infrastrutture, Graziano Delrio, che assicurano l’impegno del Governo a finanziare l’opera che, quindi, diviene di interesse strategico per la città.

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