Gandini: “La realizzazione del nuovo stadio permetterà di avere dei fondi per costruire una squadra da Champions League”

di Francesco Gorzio Commenta

Umberto Gandini, amministratore delegato della Roma, è stato intervistato da Sky Sport a margine dell’International Sports Conference di Dubai.

Umberto Gandini, amministratore delegato della Roma, è stato intervistato da Sky Sport a margine dell’International Sports Conference di Dubai. Ecco le sue parole:

“Siamo sempre concentrati sugli obiettivi, la sfida contro la Juventus ci ha dato la consapevolezza che la Roma è in grado di giocarsela con tutti, possiamo giocare alla pari con le squadre che abbiamo davanti”.

La Roma è da scudetto?
“Per vincerlo ci vogliono tantissimi fattori e, non ultimo, gli avversari.  Ci sono 4-5 squadre in lizza, poi vince una sola squadra. Noi siamo competitivi e allenati bene”.

In Champions League?
“Abbiamo fatto un ottimo percorso qualificandoci alla fase ad eliminazione diretta, sfideremo lo Shaktar che è un avversario da prendere con le molle. Abbiamo un piccolissimo vantaggio così rispetto a loro perché giocheremo il ritorno in casa”.

Quanto tempo serve per costruire una squadra in grado di ambire alla Champions League?
“Siamo a un buon punto ma ci mancano dei ricavi che speriamo di attingere con il nuovo Stadio della Roma. Abbiamo realizzato il progetto di Pallotta e dei suoi investitori. Adesso siamo diventati un brand tra i migliori in Europa”.

Si può dire Champions col nuovo Stadio?
“I risultati dipendono da tanti fattori. Il game-change è indubbiamente legato al nuovo Stadio”.

Pentiti di aver ceduto Salah?
“Salah chiedeva questo trasferimento, è stata una cessione fatta al momento giusto nei tempi giusti. Lui merita grandi successo. È stata un’operazione che è andata in porto per la soddisfazione di tutti. Salah si è adattato al gioco di Klopp ed è stato dei protagonisti nella qualificazione al Mondiale dell’Egitto”.

Sull’Italia
“Non si può giudicare il lavoro di una stagione in una partita, al momento del sorteggio tutti erano convinti di poter arrivare secondi ma non ci siamo arrivati nella condizione ideale. Ora si può ripartire lavorando”.

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