Roma Parma 1-0, Incastri Astrali

di Skeleton80 2

Ok, allo stadio ieri si giocava Roma-Parma ma cos’altro succedeva in contemporanea? Un concerto gratuito di Bruce Springsteen a Piazza del Popolo?

Ok, allo stadio ieri si giocava Roma-Parma ma cos’altro succedeva in contemporanea? Un concerto gratuito di Bruce Springsteen a Piazza del Popolo? La sagra dello gnocco fritto pancettato di Sacrofano? No perché allo stadio c’erano si e no 25.000 gol…. ehm, anime pie… che sotto al diluvio si sono sorbite una delle partite più ordinarie della storia romanista recente. Un 1 a 0 che ricorda molto il risultato dell’andata per più di un aspetto, se così si può dire.

Perché diciamoci la verità una volta per tutte, la partita di ieri a livello di tifo ha avuto poco significato ma ne ha avuto tantissimo per gli astrologi e i maghi del tifo romanista. È successo qualcosa di inverosimile, quasi sovrumano. La nostra amata Roma ha vinto con un gol dell’ex, anche se solo a livello mercantile. Già qui avevano considerato l’evento così epocale da ritenere opportuno informare perfino il Divino Othelma, che essendo impegnato a tenere la panza a mollo ai Caraibi ha inizialmente risposto ampiamente spallucce. Quando poi al Divino hanno spiegato che oltre a ciò si era anche verificato che Eddy Murphy in 45 minuti contro la sua ex-squadra non fosse riuscito a buttarla dentro pur procurandosi una ghiotta occasione, Othelma si è trasformata in Olouise.

Facezie a parte, la partita inizia con un bel momento per chi? E come ti sbagli, per Capitan Eternit. Oltre a ottenere certificazioni del suo grado di pericolosità in altre sedi, quella di ieri era la partita numero 700 del nostro inarrivabile Capitano. Cioè chi vuoi che possa battere questa cifra paranormale? 700!!!
Si prosegue con uno sgrullone mica da ridere e un simpatico striscioncino distensivo nei confronti dell’on.le San Tan Kè. Il pubblico in Nord è talmente fitto che chi sta in Curva Sud riesce persino a scorgere chi si scaccola dall’altra parte senza binocolo.

La formazione della Roma sembra talmente al completo che ci si prende il lusso di mandare in panca Lamela e Bojan senza risentirne, ma allo stesso tempo non si riesce a proporre gente presentabile sulle fasce. Si perché si nota che è profondamente cambiato il rapporto con entrambi i giocatori proprietari delle fasce romaniste. Parlo di loro, del più volte Mister Universo Rodrigao e di AR87. Taddei l’anno scorso era oggetto di un discreto quantitativo di insulti, principalmente per motivi legati al suo rinnovo e al fatto che sembrasse un giocatore ormai arrivato. Quest’anno, in un ruolo non suo e con il desolato deserto del Gobi dietro, la gente non ha il coraggio di dirgli “A”… anche perchè il buon Rodrigo è uno di quei giocatori su cui puoi stare certo che uscirà dal campo con la maglia zuppa. Per Rosi il discorso è diverso. AR87 ha proprio dei limiti strutturali invalicabili. In Curva lo hanno capito più o meno tutti e se ne sono fatti una ragione, anche se questa carenza di esterni manda ai matti più di qualche aficionado.

Ieri il tempo, sia nel senso meteorologico sia in quello di ritmo-partita, favoriva canti costanti ma forse qualche tacca sotto la reputazione sonora del settore più caldo dello stadio. La Roma il risultato lo sblocca abbastanza presto, come spesso accade quando vince. E lo fa nonostante l’arbitro più sconosciuto d’Italia, tal Peruzzo di Schio, venga preso da immancabile smania di protagonismo, decidendo di sorvolare su un fallo di mano intenzionale in piena area di rigore del Parma… una svista, tanto per cambiare, macroscopica. La Curva si altera quel che basta per farsi trovare sufficientemente reattiva qualche minuto più tardi, quando l’infilata di Gago per quell’azzanna-arti di Boro non lascia scampo a Mirante, riscrivendo con una graffiata la storia della cabala giallorossa!

Il primo tempo scorre via con il Parma che incassa il colpo senza modificare il suo modo poco proficuo di affrontare la Roma, che a sua volta decide di non spingere più di tanto sull’acceleratore. Il messaggio arriva forte e chiaro in Curva il tifoso capisce che è più lecito attendersi uno sforzo maggiore nella ripresa e cominciare a mettersi in fila dal bibitaro. Anche perché tra poco si sarebbe attaccato dal lato giusto, e cioè sotto la Sud.

La ripresa inizia dopo qualche siparietto del mitico Baffo, che delizia i tifosi con i suoi numeri d’alta scuola e le sue evoluzioni nel lanciare fusaie e noccioline. Il fascino antico del suo look neo-realista (con tanto di jeans usurati a forza di toccarsi continuamente i gioielli, esageratissimo!!!) e il costo dei suoi pacchetti di ciarpame (ormai degno del più arrajato Castroni) stridono non poco, ma d’altro canto la Curva Sud sa riconoscere il talento quando lo vede e lo eretto a monumento da quel dì senza batter ciglio.

Nel secondo tempo la partita riprende come se non fossero passati 15 minuti di interminabile intervallo, con la Roma a fare la partita e il Parma a guardare senza troppa convinzione. Nemmeno l’ingresso dell’indimenticato Eddie Murphy riesce a risollevare una squadra che pare già sul pullman. Eddie viene riaccolto da una Sud che lo ha visto crescere e da chi si intenerisce a vedere come finalmente, dopo tanto sgomitare invano, anche questo ex-attore comico sembra possa ritagliarsi uno spazietto in Serie A. Io dico se c’è riuscito uno come Budan…

Più di una voce si erge però dalle viscere e dagli spazi più bui della Curva. Tutto un tratto uno spettro abominevole e letale aleggia dietro le spalle di ogni buon romanista. Un terrore che ti gela le gambe perché sai quanto sembra essere inevitabile nella nostra tormentata storia l’avvento del sempre famigerato…. gol dell’Ex!

Ancora una volta però la paura dura poco perchè quando il Leviatano giallorosso mura la conclusione di Eddie Murphy lanciato in campo aperto, in Curva c’è chi esulta come dopo un gol. Esplodono mortaretti e la gente si abbraccia perché capisce che oggi, si fa la storia! E fa niente se Totti, Osvaldo, Lamela, Taddei e Bojan falliscono il raddoppio facendo fare una inutile bella figura a Mirante… oggi si vince 1 a 0 sfatando uno dei tabù più incrollabili della storia giallorossa. Capita una volta ogni 30 anni. Come la neve.

Photo Credits | Getty Images

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Commenti (2)

  1. skeleton m’hai messo ‘n ansia… mò me sogno Okaka, alimorté

  2. vabbè cmq ieri era importante vincere…e lo abbiamo fatto…ora è importante la continuità e per averla bisogna tornare a giocare la palla a velocità doppia..se ciò accade possiamo mirare il terzo posto: nn mi pare che lazio e udinese abbiano qualità superiori alle nostre…ma Napoli e Inter sì e quindi occhio perché di qui alla fine sarà durissima…