La Roma non batte il Sassuolo, gli attaccanti non segnano, solo 1-1

di Francesco Gorzio 1

A Trigoria sono andati in gol in campionato solo Dzeko, El Shaarawy e Perotti, mentre le altre tre punte, Defrel, Schick e Under sono ancora a zero.

Gazzetta dello Sport, C. Zucchelli

Era il primo dicembre quando, in campionato, segnava l’ultimo attaccante della Roma. Dovevano ancora essere fatti gli alberi di Natale, domani sarà Capodanno, in mezzo nessun fuoco d’artificio da parte delle punte romaniste, ferme alla prima rete di Dzeko contro la Spal. In mezzo, due gol di Pellegrini, una di Strootman e un’altra di Fazio, che di professione non fanno certo i bomber. Magari non sarà colpa solo degli attaccanti, ma la flessione della stagione romanista non può non andare di pari passo con quella delle sue punte. Anche perché nelle coppe non è che le cose siano andate meglio: zero gol a Madrid contro l’Atletico, una rete contro il Qarabag di Perotti, un’altra – inutile – contro il Torino di Schick, tante occasioni divorate, rigori sbagliati e la sensazione, certificata anche da Di Francesco, che qualcosa si sia inceppato.

DIGIUNO – La Roma ha segnato in A 29 volte, 13 in meno del Napoli capolista che pure ha un attaccante, Milik, ai box da tempo. A Trigoria sono andati in gol in campionato solo Dzeko, El Shaarawy e Perotti, mentre le altre tre punte, Defrel, Schick e Under sono ancora a zero. Tutti e tre sono nuovi acquisti, costati alla Roma, bonus inclusi, circa 80 milioni di euro. Troppi, per non avere neppure una rete al termine del girone d’andata.

CERCASI EDIN – A Trigoria però tutti, a partire da Monchi, sono convinti che presto le marcature arriveranno: da parte dei nuovi e da parte di colui che, ormai da tre anni, porta sulle spalle il peso dell’attacco romanista. Detto che lo scorso anno Dzeko aveva accanto un partner come Salah capace di segnare già 23 gol con il Liverpool, in questa stagione il bosniaco era partito col piede giusto. Da ottobre però, esclusa la doppietta contro il Chelsea, sembra tornato quello della prima stagione. Nei numeri certamente sì (dal primo ottobre in rete solo contro Milan e Spal), nelle prestazioni no, perché spesso è costretto ad andarsi a prendere il pallone a centrocampo. Per non parlare, vedi l’assist di ieri per Pellegrini e quello per il gol annullato di Florenzi, del supporto che dà ai compagni.

FATTORE OLIMPICO – Tutto questo, però, non basta. Di Francesco ripete spesso che a Trigoria vengono fatti esercizi per stimolare gli attaccanti, ma la cronaca invece rivela come la Roma abbia realizzato appena una rete contro Inter, Crotone, Bologna, Cagliari e Sassuolo. Lo stadio di casa, poi, non sembra essere fortunato: ieri c’erano oltre 37mila persone, ma la Roma ha perso punti contro Spalletti, Sarri, Iachini ed è stata eliminata dalla Coppa Italia dal Torino. Tra una settimana arriverà l’Atalanta e allora, visto che sarà sei gennaio, la speranza della Roma è che l’Epifania porti via tutte le feste, ma pure il digiuno degli attaccanti.

Lascia un commento

Commenti (1)

  1. le partite vanno chiuse
    da sempre male atavico della Roma

    ce ne sono state a decine così
    e nessuno lo può negare

    pur cambiando gli interpreti e sceneggiatura
    il finale rimane lo stesso