Schick ha sbagliato ma è vietato adesso metterlo in croce

di Francesco Gorzio 4

Saper convivere con l’errore è il primo passo verso la grandezza, Schick ha 21 anni ed è alla sua prima stagione in un top club di Serie A.

Gazzetta dello Sport, M. Cecchini

Il Vangelo secondo Michael Jordan ad un certo punto recita: «Nella mia carriera ho fallito più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella mia vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto». Fossimo in Eusebio Di Francesco, consiglieremmo a Patrik Schick di ripetere queste frasi, perché se il più forte giocatore della storia del basket ha avuto bisogno di tempo per capire che saper convivere con l’errore è il primo passo verso la grandezza, figuriamoci di cosa necessiti un ragazzo di 21 anni alla sua prima stagione in un top club di Serie A. Certo, la palla gol sciupata contro la Juve è stata clamorosa e tra l’altro, se Schick avesse segnato, avremmo celebrato non solo il pari della Roma, ma raccontato una favola: l’anatroccolo preso e ripudiato dalla Juve per problemi cardiaci, le infligge un gol «pesante» nella corsa scudetto. La vita, però, non sempre ama il lieto fine e così il giovante – a seconda delle fede professata – si è ritrovato irriso o insultato sui social, mentre lo spogliatoio lo raccontava nel dopo gara psicologicamente devastato.

A questo punto l’avviso ai naviganti ci sembra doveroso. I protagonisti del calcio del Terzo Millennio devono saper convivere con la potenza devastante dei social che nessuno sportivo del passato ha mai conosciuto. D’altronde, se migliaia di persone che si dicono cattoliche «insegnano» a Papa Francesco come debba fare il Pontefice (vedi le polemiche sullo «ius soli»), figuriamoci cosa possono scrivere i tifosi contro un calciatore, per giunta col peccato originale di essere il più costoso della storia giallorossa (42 milioni circa). La vera grandezza (così come il vero tifo) sta però nel sapere archiviare il passato e ripartire. Le qualità indiscutibili di Schick non sono solo un patrimonio della Roma, ma anche di una Serie A sempre più povera di stelle.

Forse può essere piaciuta poco la sincerità di un ragazzo che solo un mese fa confessava di considerare quella attuale come una tappa di passaggio verso club di levatura mondiale (Real Madrid, Barcellona, i Manchester). Il fatto è che potrebbe avere ragione, ed è per questo giovani così vanno accompagnati nella crescita e non bruciati alle prime incertezze. Vedere solo in tv le evoluzioni straordinarie di Aubameyang o Coutinho dovrebbe averci insegnato che la fretta ha rubato al nostro campionato dosi di talento di cui avremmo disperatamente bisogno. Per questo «S.S.S. – Salvate il Soldato Schick» potrebbe essere l’acronimo non solo dei romanisti, ma anche di coloro che valutano il calcio come atto di fede nel bello che verrà. Sarà questo, in fondo, a farci tutti davvero più ricchi.

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Commenti (4)

  1. Ha sbagliato, ne è consapevole, è il primo ad esserne dispiaciuto
    Lo hanno fatto anche altri, altri lo faranno ancora
    E’il calcio

    E’ giovane e nella rosa credo che tecnicamente sia uno dei più forti
    Se si è ripreso deve iniziare a giocare con continuità

    E’un patrimonio della Roma
    Va sostenuto, non fischiato

    La Sud non lo farà, il resto dello stadio non so
    Ci vanno in pochi all’Olimpico, se devono andare per questo, che restino a casa

    Qualcuno dirà “pago il biglietto e sono libero di fischiare”
    Fino a quando indossano quella MAGLIA vanno sostenuti

    Non roviniamolo!

    1. Sta storia dell’indossa quella maglia e quindi va sostenuto la trovo completamente fuori luogo. È normale che se uno tifa la Roma spera che faccia bene. Ma se uno che è costato 42 milioni di euro alla fine del girone di andata non è ancora in forma e in più sbaglia un goal fondamentale come quello dello stadium ho tutte le ragioni per dire che ad oggi è un acquisto stratoppato.

      1. Non tutti i giocatori hanno la fortuna di ingranare subito, per lui non è stato così
        Poi è reduce da un infortunio e questo ha complicato le cose.

        L’errore che ha fatto è stato grande e non si cancella, ma fischiarlo secondo me non è il modo di aiutarlo.

        Piuttosto mi auguro che giochi di più
        per ritrovare la forma migliore

        Tecnicamente mi sembra uno dei più forti

        Allora che dire di Karsdorp?
        Praticamente non lo vedremo mai in campo
        Sfortunato anche lui e servirebbe come il pane, visto le prestazioni di Peres.

  2. E perché mai sarebbe vietato criticarlo? Si è mangiato un goal importantissimo. In una partita che forse risulterà fondamentale per la stagione in corso. E lo ha fatto il più pagato della storia della Roma. E scusate se è poco. La verità è che fino ad ora Schick si è rivelato un investimento toppato. Così come lo sono al momento i vari Under,gonalons,Karsdorp e Moreno.