La rosa lunga di Di Francesco sta portando benefici

di Francesco Gorzio Commenta

L'allenatore della Roma sta coinvolgendo tutti i calciatori formando un gruppo compatto in vista del proseguo di stagione.

Corriere della Sera, G. Piacentini


Minutaggi alla mano, la Roma è quella che – tra le squadre di testa – ha fatto più ricorso al turnover, con ben 21 calciatori utilizzati (compresi Karsdorp e Schick) in 15 gare stagionali tra campionato e Champions. Una risorsa, quella della rosa lunga, che Eusebio Di Francesco è riuscito a sfruttare al meglio e per la quale deve ringraziare in parte il d.s. Monchi, ma soprattutto se stesso. È infatti innegabile che nella rinascita di alcuni calciatori ci sia la mano del tecnico, bravissimo a far sentire tutti partecipi e ugualmente importanti nel suo progetto. Il caso-Gerson è il più eclatante: prima acquisto da (potenziale) Pallone d’Oro, poi oggetto misterioso con Luciano Spalletti, che lo scorso anno non lo utilizzò nemmeno per un minuto da dicembre (Juventus-Roma) a giugno; ora di nuovo protagonista, come certificato dalla doppietta di Firenze.

Gerson però non è l’unico caso di calciatore «rivalutato»: un altro che ha goduto dei benefici della cura-Di Francesco è Juan Jesus, che sta dimostrando una continuità di rendimento che non aveva mai avuto in carriera. A parte i passaggi a vuoto contro l’Inter, in cui è stato utilizzato però da terzino destro, e nel 3-3 a Stamford Bridge, Jesus ha dimostrato di poter fare il titolare nel reparto meno battuto della Serie A, al punto da mettere in difficoltà lo stesso Di Francesco nella scelta della coppia titolare, che sulla carta doveva essere composta da Manolas e Fazio. Anche l’argentino, dopo qualche difficoltà ad inizio stagione, è tornato quello dello scorso anno, dove però aveva dato il meglio di sé nella difesa a tre: ora, anche grazie al lavoro sulla fase difensiva del tecnico, è diventato leader pure con la linea a quattro.

Tra i rigenerati ci sono sicuramente El Shaarawy e Perotti, finiti un po’ ai margini l’anno passato: il Faraone è letteralmente rinato, sacrificandosi e accettando di giocare anche a destra; l’ex Siviglia ha riconquistato la nazionale argentina e ha ricominciato a segnare anche su azione e non solo su rigore. Sulla crescita di Alisson, finora il miglior portiere del campionato insieme ad Handanovic, l’unico merito di Di Francesco è quello di farlo giocare: un particolare non da poco, visto che lo scorso anno Spalletti fece il diavolo a quattro per la conferma di Szczesny. Ora il brasiliano è titolare indiscusso e lo sarà anche nel derby del 18, gara per la quale sono stati già venduti 21 mila biglietti (più altrettanti abbonati): si supereranno sicuramente le cinquantamila presenze.

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