Celta Vigo-Roma 4-1, una Roma inguardabile sparisce dal campo dopo soli 45′

di Francesco Gorzio Commenta

Celta Vigo-Roma 4-1, l'analisi di una Roma che ha offerto una prestazione inguardabile per 45' minuti, qualche miglioramento nella ripresa che non convince.

Celta Vigo-Roma 4-1, i giallorossi subiscono quattro reti solamente nei primi 45′ minuti praticamente senza mai scendere in campo. Anche la ripresa non convince ma tra sette giorni inizia il campionato. L’analisi della partita.

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Celta Vigo-Roma 4-1, 45′ da incubo per i giallorossi

Una Roma inguardabile viene schiantata dal Celta Vigo con il risultato di 4-1, ben quattro reti subite solamente nella prima frazione di gioco. E’ vero, c’erano molte riserve e pochi titolarissimi ma i segnali da parte della squadra sono stati inquietanti non solo contando i numerosi errori individuali (marchiano quello di Fazio sul primo gol) ma anche le molte incomprensioni di squadra in un gioco che è l’ombra di stesso dove i calciatori hanno dato dimostrazione di non essere praticamente mai uniti e collaborativi tra di loro per tutti i 90 minuti.

LA PARTITA: primo tempo inguardabile, ripresa mediocre

I giallorossi sembrano iniziare la sfida con il giusto piglio non demeritando per i primi 15 minuti di gioco fino allo svarione di Fazio: il centrale regala palla agli avversari, Guidetti si invola verso la porta e viene atterrato in area, calcio di rigore trasformato da Iago Aspas e 1-0. Dalla prima rete in poi la formazione giallorossa è sparita totalmente dai radar subendo in rapida successione il 2-0 con un tiro da fuori area di Sisto, ancora in ritardo i due centrali Fazio e Jesus in uscita, il 3-0 nuovamente di Sisto dopo un cross basso di Wass, anticipato goffamente Bruno Peres sulla diagonale, ed il 4-0 al 41′ ancora di Iago Aspas, tutto solo in area e tutto troppo facile dopo un cross basso dalla destra di Wass, ancora in ritardo Fazio e Jesus.

Nella ripresa entrano subito in campo Alisson per Skorupski, Manolas per Kolarov, Nainggolan per Gerson, Strootman per Pellegrini, Perotti per Iturbe e Dzeko per Defrel probabilmente per evitare altre brutte figure. Intorno al 60′, dopo un inizio con poca personalità dei giallorossi, arriva il 4-1 firmato Strootman: il pressing (sempre a vuoto) della Roma funziona per la prima volta, palla persa in uscita dagli spagnoli, Nainggolan serve Dzeko che fa la sponda per l’inserimento dell’olandese in gol. La Roma, nonostante la rete della bandiera, non morde e la partita si spegne su un tiro alto di Nainggolan e senza ulteriori sussulti.

LA TATTICA: Difesa inesistente, confusione a centrocampo, attacco sterile

Anche oggi la formazione e la tattica impostata da Di Francesco non hanno funzionato a partire dalla difesa che, seppur inguardabile nel primo tempo, non deve essere l’unico capro espiatorio. In realtà ha preoccupato tutto l’assetto dei giallorossi a partire proprio dal pressing offensivo di tutta la squadra chiesto da Di Francesco, disattivato facilmente dagli avversari che riuscivano a scambiarsi il pallone invertendo semplicemente le posizioni tra loro. Sempre secondi sul pallone, sempre in ritardo a dimostrare probabilmente ancora una mancanza di condizione ma anche movimenti coordinati sbagliati.

Nainggolan, anche oggi totalmente fuori dal gioco

La Roma anche in possesso della sfera non ha mai dato segni di pericolosità: i centrali in fase d’impostazione sono sembrati impacciati, incapaci di avviare la manovra. Male anche Gonalons che è sembrato lento e statico davanti alla difesa, spento ed appiattito anche l’attacco: insolita la scelta di Iturbe dal primo minuto, fuori dal gioco ed a quanto pare dalla squadra non avendo neanche assegnato il numero di maglia per il campionato, evanescente Under così come Perotti, quest’ultimo al contrario molto bene a Siviglia, che non ha praticamente mai prodotto azioni pericolose, sottotono nuovamente Defrel nonostante giocasse nel proprio ruolo.

Preoccupa il centrocampo: se Gerson e Pellegrini hanno avuto decisamente una giornata storta anche l’inserimento nella ripresa di Strootman e Nainggolan non ha dato i frutti sperati ed ha evidenziato ancora una volta la confusione del mister. Le due colonne del centrocampo, così come a Siviglia, sono stati schierati nuovamente con l’olandese a destra ed il belga a sinistra, a piedi invertiti, per essere scambiati nuovamente a metà ripresa. Due giocatori fondamentali ancora in cerca della posizione migliore, ancora nel tentativo di capire la giusta collocazione tattica.

CONSIDERAZIONI FINALI

Il mister, in conferenza stampa al termine del match, ha ripreso apertamente la squadra ma ha anche evidenziato che non sono i 5 metri avanti o indietro a cambiare la situazione tattica della squadra. Per adesso, a soli 7 giorni dall’inizio del campionato, bisogna incassare e portare a casa con le dovute precauzioni e la giusta preoccupazione una squadra che gira poco e male, spesso a vuoto, e che non punge proprio nel gioco battuto da mister Di Francesco: mai viste per ora pressing e verticalizzazioni. Male per ora, perché una Roma così negativa, seppur con la scusante delle numerose riserve, non se l’aspettava veramente nessuno. Il mercato dovrà necessariamente portare un esterno a destra di alto valore mentre si riapre, semmai fosse stato chiuso, il punto di domanda sul nuovo centrale, cercato fino alla trattativa sfumata per Nastasic, visto che, vedendo il pacchetto difensivo attuale, la difesa sbanda pericolosamente ed il solo Manolas non potrà bastare per un campionato lungo e faticoso.

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