Trattativa Mahrez, non si muove nulla per ora

di Francesco Gorzio Commenta

Nessuna novità per quello che riguarda la trattativa per Riyad Mahrez, il calciatore ha giocato da titolare nella prima giornata contro l'Arsenal.

Il Messaggero, S. Carina


Tutto fermo o quasi. Perché se la giornata di ieri ha visto Mahrez scendere in campo da titolare con il Leicester, sconfitto 4-3 in casa dell’Arsenal nella prima giornata della Premier, vanno registrate anche due prese di posizione che non possono passare inosservate. La prima di Wenger (che in realtà ha parlato giovedì sera), che sancisce – ameno di clamorosi ripensamenti – un passo indietro dell’Arsenal nella corsa all’algerino: «Non siamo mai stati vicini. Lo ritengo certamente un grande calciatore ma nel ruolo abbiamo già Iwobi, Ozil e ora Wilshere, ragazzi con profili simili». L’altra è quella di Monchi che conferma come non siano previsti, almeno per ora, rilanci: «Nell’ultima conferenza con Defrel, avevo detto che la Roma era arrivata a un punto che riteneva giusto. In quell’occasione ricordavo che si trattava dell’offerta economica più grande nella storia della Roma, circa 30 milioni fissi più bonus che avrebbero fatto alzare sensibilmente quella cifra. La Roma non farà altre offerte. Riteniamo di aver compiuto tutti i passi giusti e onesti dal punto di vista professionale, adesso la palla è nel campo del Leicester e aspettiamo una risposta. Ci sono anche altre possibilità sulle quali stiamo lavorando. Trasmetto lo stesso messaggio di serenità e tranquillità, ribadendo che la rosa è compiuta al 90 per cento».

ATTESA STRATEGICA – Ricapitolando: la Roma ha offerto 35 milioni e attende una risposta ufficiale. Ufficiosa è già pervenuta, visto che il Leicester ha definito la proposta «non ancora accettabile». Non va escluso, chiaramente, che questo teatrino mediatico possa essere il classico gioco delle parti. Ossia, far trapelare a quotidiani e tv come l’offerta non sia ancora sufficiente per provare ad alzare l’asticella. Almeno pubblicamente il Leicester continua a fare muro sfruttando le dichiarazioni del tecnico Shakespeare. Che un paio di giorni fa ha parlato apertamente di non aver ricevuto ancora «proposte ragionevoli» per il calciatore. E nelle ultime ore ha rincarato la dose, prima sottolineando come «sarebbe un incubo perdere Mahrez l’ultimo giorno di mercato» e poi ribadendo come il suo club non abbia «bisogno di vendere». Di queste parole, la parte più interessante è certamente quella relativa all’arco temporale. Perché più trascorrono i giorni e più c’è la sensazione che la reiterata sicurezza palesata da Monchi sia dovuta al fatto che sapendo di correre da solo (e avendo il sì del ragazzo), il ds è convinto che il Leicester prima o poi, non avendo altre offerte, sarà costretto a mettersi seduto e trattare. E forse, sarà proprio in extremis, che verrà effettuato l’ultimo rilancio, quello dell’all-in. Quello definitivo.

LE ALTERNATIVE – Nell’attesa, Monchi continua a ribadire di tenere calde alcune piste. Tra queste non va sottovalutata quella che porta a Promes dello Spartak Mosca. Profilo con meno appeal mediatico di Mahrez ma paradossalmente identikit che si sposerebbe perfettamente con quello che chiede Di Francesco: esterno destro offensivo, ambidestro, con tanta corsa e feeling con le porte avversarie avendo segnato 42 gol in 81 partite in Russia. Un altro calciatore che il tecnico sarebbe felice di allenare è Berardi, praticamente il suo figlioccio calcistico. Giocatori dunque non mancano ci sono anche (Vazquez, Cuadrado, Munir, Suso, tutti però dietro Mahrez). Il tempo inizia a stringere. Fra 8 giorni prende il via il campionato con la trasferta di Bergamo ma Eusebio ha ormai fatto sue le parole di Monchi: «Preferisco aspettare ma poi prendere chi dico io». Non resta che attendere. Dopo Ferragosto si sbloccheranno anche le uscite. Iturbe su tutti. Il sudamericano aspetta il Malaga (che deve prima liberare uno slot per l’extracomunitario) e tiene in stand-by il Leganes che si è cautelato bloccando Thiam dell’Empoli. Sadiq aspetta un segnale da Monchi, avendo soltanto l’imbarazzo della scelta (Torino, Verona, Crotone e Parma).

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