Roma-Siviglia, stasera Di Francesco fa sul serio

di Francesco Gorzio Commenta

L'allenatore della Roma ha confermato che stasera, in occasione della partita contro il Siviglia, sarà partita vera in vista del campionato italiano.

Gazzetta dello Sport, D. Stoppini


Il tempo delle mele è finito ieri. Da oggi è musica meno rilassante, agitata e magari pure mescolata. Eusebio Di Francesco vuole iniziare ad ascoltare, a capire: funziona o no? Siviglia e Vigo, stasera e domenica, per mettere su la Roma più giusta, messa di fronte a un calendario complicato fin dall’inizio: Atalanta e Inter, mica briciole. L’organico non è ancora completo, ma il tempo sta scadendo. Aspettando Mahrez, valutando l’inserimento di un altro centrale, sperando nei miglioramenti del centrocampo, che ha cambiato totalmente modo di giocare e che contro la Juventus – ultimo test che si ricordi – è apparso un po’ in difficoltà: ecco le risposte che la Roma chiede alla Spagna. «Affronteremo il Siviglia come fosse una partita di campionato – ha commentato Di Francesco –. Questi sono gli unici momenti per capire le condizioni della nostra squadra». E ancora: «Sotto l’aspetto tattico e sulla ricerca dei movimenti di squadra dobbiamo lavorare tanto. La Roma è cresciuta molto, ma le situazioni vanno ripetute. E le partite servono a questo: a vedere le cose buone e meno buone».

1 LA DIFESA – Manolas e Moreno, la coppia vale un punto di domanda a cui il campo prima o poi deve rispondere. È già tardi, forse. Ventisette minuti, tanto (anzi, poco) hanno giocato insieme i due fin qui. Un test come quello di stasera non l’hanno ancora superato. Se lo faranno, chissà che non venga meno l’esigenza di ritoccare la difesa con un altro centrale. «Dopo la Spagna ne parleremo con Di Francesco», ha spiegato il d.s. Monchi. Appunto.
2 I MOVIMENTI IN MEZZO – Il match con la Juve aveva lasciato negli occhi un reparto, il centrocampo, che faceva ancora fatica a mettere su carta la teoria di Di Francesco. De Rossi deve dimostrare di saper giocare più in verticale rispetto al passato (e a Gonalons), Strootman e Nainggolan (specie quest’ultimo) sono chiamati a integrare la loro capacità di allargarsi in fascia quando gli esterni offensivi stringono (questa fase già ben evidenziata) con gli inserimenti in zona centrale. «Ma non è solo il centrocampo a dover migliorare – ancora l’allenatore –. Per me esiste la squadra, un blocco unico. Ci sono meccanismi che adesso sono meno efficaci perché la squadra non è ancora in condizione».
3 LE FASCE OFFENSIVE – La terza risposta è giusta attenderla da Defrel e Under. «Sono contento della maggiore spigliatezza della fase offensiva», ha detto il tecnico. Ma a destra manca ancora il titolare. E anche arrivasse nelle prossime ore è difficile immaginare una Roma che, pronti via, non parta con Defrel e Under, il turco che più passano i giorni (di allenamenti) più aumentano le referenze positive. E poi occhio a sinistra: El Shaarawy è ancora un fantasma bloccato dal mal di schiena (in gruppo da Ferragosto in poi). Sta a Perotti sobbarcarsi il su e giù. Anche qui: compiti nuovi, risposte cercasi.

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