Stadio della Roma, la mobilità è il nodo principale

di Francesco Gorzio Commenta

La mobilità riguardante lo Stadio della Roma è il nodo principale, adesso non c'è accordo tra le opposizioni Dem e 5 Stelle.

La Repubblica (L. D’Albergo)


Per James Pallotta, presidente giallorosso, non ci sono dubbi. In occasione dell’ultima uscita sul nuovo stadio della Roma, il patron a stelle e strisce si era sbilanciato: «La prima pietra? A febbraio». Un obiettivo ancora alla portata. Ieri la Regione ha annunciato che la conferenza dei servizi bis sul progetto rinnovato secondo i dettami del Campidoglio grillino partirà a settembre. L’iter durerà al massimo 90 giorni. Tre mesi in cui proponenti e istituzioni dovranno trovare un accordo. Arrivare a una stretta di mano che per ora, però, non è scontata. I pareri positivi degli uffici del Comune e della Città Metropolitana contengono una lunga serie di riserve da superare, così come quelli rilasciati dai ministeri e raccolti dal rappresentante unico del governo. Le richieste non mancano. Si va da 500 bici per il bike sharing ai possibili adeguamenti tecnici richiesti dal Viminale. Poi c’è l’inghippo numero uno, lo scoglio del ponte di Traiano. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti è categorico: senza quell’attraversamento, il parere resterà negativo. Contrario anche se ieri il ministro dello Sport Luca Lotti («Il parere del governo è positivo ») e il titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio hanno cercato di ammorbidire la sentenza: «Abbiamo solo detto che c’è bisogno di avere una viabilità adeguata». La sensazione, al di là delle parole e delle polemiche alimentate dai consiglieri M5S contro il Pd capitolino e viceversa, è che la giusta sintesi andrà trovata nel corso della nuova conferenza dei servizi. I proponenti, stretti tra i balletti dei partiti, non possono far altro che guardare. Attendono, ormai con una certa impazienza, che la politica trovi la quadra per lo stadio.

Chi in Campidoglio ha seguito da vicino il dossier stadio oggi tende a sua volta a minimizzare, sicuro che anche sui trasporti basterà riportare a più miti consigli i tecnici del Mit: «Una nuova trattativa con la Roma e una terza delibera? Non si può escludere nulla, ma… il ponte dei Congressi, il potenziamento della Roma- Lido, della via del Mare e della via Ostiense basteranno. Gli elementi per evitare il congestionamento del traffico ci sono», ribadiscono dal Comune. Ma l’iter per la realizzazione del Ponte dei Congressi, finanziato dal Cipe, va sbloccato. E per la Roma-Lido dovrà essere la Regione a investire 180 milioni di euro. Incognite. Così il Mit pretende la realizzazione del ponte di Traiano, quello che unirebbe lo stadio alla Roma-Fiumicino e che è stato eliminato dalla lista delle opere pubbliche assieme al taglio del 50 per cento delle cubature voluto dalla sindaca Virginia Raggi.

Insomma, la partita è ancora tutta da giocare. «Le modifiche contenute nella delibera del Comune — ricorda l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Michele Civita — hanno un impatto urbanistico minore su Tor di Valle (da 345.000 metri quadrati a 212.000) ma, riducendo il costo di costruzione e gli oneri straordinari, diminuiscono anche le risorse per le opere pubbliche, da 196 milioni a 80. Per questo molte amministrazioni (Mibact incluso, ndr) segnalano con forza la necessità di rivedere opere ed interventi sulla viabilità». Possibili colpi di scena potrebbero allora essere dietro l’angolo: non è escluso che al tavolo in Regione non spunti di nuovo fuori lo sfioccamento della metro B verso Tor di Valle.

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