Pellegrini tornerà alla Roma, il Milan non interessa

di Francesco Gorzio Commenta

Lorenzo Pellegrini tornerà alla Roma per ricoprire un ruolo importante nel club che tifa da quando era bambino.

Lorenzo Pellegrini tornerà alla Roma per ricoprire un ruolo importante nel club che tifa da quando era bambino.

Gazzetta dello Sport, C. Zucchelli


Eusebio Di Francesco che parla con Lorenzo Pellegrini. Valla a trovare, la notizia, visto che lo ha allenato negli ultimi due anni. La notizia però c’è, perché Di Francesco e Pellegrini hanno parlato a Trigoria da allenatore della Roma e da, probabile, centrocampista della Roma stessa, anche se l’ufficialità ancora non c’è. Ieri il neo tecnico giallorosso ha ammesso che la società sta lavorando sul riscatto del centrocampista che oggi partirà per l’Europeo U21, Monchi accanto a lui ha annuito e non smentito, Pellegrini sa che tornerà alla base e si aggregherà ai compagni direttamente per la tournée negli States, magari neppure dall’inizio, se l’Italia dovesse arrivare in finale, prevista per il 30 giugno.

FRETTA – Lui sa che la strada è spianata, e ha chiesto al suo procuratore, Pocetta, di provare a chiudere il prima possibile perché non vuole ­ o vorrebbe ­doverci pensare durante l’Europeo. Il torneo inizia domani, l’Italia debutterà domenica contro la Danimarca, lui compie 21 anni lunedì e vorrebbe regalarsi la firma con la sua squadra del cuore. Difficile che succeda, non impossibile, anche se ieri da Trigoria filtrava che «ci vuole ancora un po’ di tempo». La Roma spenderà 10 milioni per riprenderlo, dopo averlo ceduto per poco più di uno: ci credevano in pochi, il Sassuolo e Di Francesco se lo sono cresciuto, De Rossi, che con lui in Nazionale maggiore ­ ovviamente ­ ha già parlato, ha già fatto il capitano, Lorenzo aspetta solo l’ufficialità. E così la famiglia e la fidanzata, che viveva con lui a Modena e vivrà con lui anche a Roma, in una casa da trovare, perché anche se sono entrambi romani, due anni fa vivevano ancora con i genitori. E anche di questo ne ha parlato con i futuri compagni e con Balzaretti, l’uomo del club che in questi due anni al Sassuolo lo ha seguito più da vicino, in quella che è stata la sua seconda vita. La prima Pellegrini l’ha vissuta nel settore giovanile della Roma. Aveva cominciato da attaccante, come il suo idolo e amico De Rossi, prima che Montella nei Giovanissimi lo spostasse più indietro, regista di centrocampo. Da quel momento sembrava destinato a una strada in discesa, un’aritmia cardiaca ­ non congenita, ma temporanea ­ lo ha costretto a fermarsi qualche mese, poi è ripartito, è diventato capitano della Primavera con licenza di segnare e in Youth League, con un destro all’incrocio, ha stregato un signore che di nome fa Patrick e di cognome Vieira. Doveva essere l’anno della consacrazione, anche in prima squadra, invece l’ha Roma l’ha spedito in Emilia, lui è partito piano, Di Francesco l’ha tenuto in panchina per più di 10 partite, lui alla terza in A, la seconda da titolare, si è tolto lo sfizio di segnare, proprio contro la Samp di Montella, e non si è più fermato. Giocando da mezzala, dove Eusebio lo vede e lo vedrà anche nella Roma.

RIVINCITA – In tutto, in 54 partite col Sassuolo ha segnato 11 reti, dedicate alla fidanzata Veronica con tanto di esultanza a forma di V, ora tornerà a Roma da protagonista, dopo aver giocato coi giallorossi appena 23’ contro il Cesena il 22 marzo del 2015 al posto di Uçan. La società aveva deciso di puntare sul turco, spendendo 4,75 milioni solo per il prestito biennale, al Sassuolo ne sono bastati 3,5 di meno per portarsi a casa un talento del settore giovanile e rimandare a Roma un titolare della Nazionale italiana.

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