Inter, Roma e lo stadio Bentegodi

di Sebastian Kolliakos 4

Chievo - Roma
Inter – Roma rimanda inevitabilmente a quella faida interiore che ciascun romanista ha assaggiato melanconicamente. Quello che poteva essere e che non è mai stato. Stadio Bentegodi, Chievo, il rosso porpora dei fumogeni che sfuma laddove le parole non trovano luogo, non trovano quiete. Ma solo rimorsi, e lì feriscono come spine di rose.
Siamo stati Campioni d’Italia per quarantacinque minuti. E per altri quarantacinque minuti le cuffie delle radioline tascabili mettevano angoscia ad ogni cuore strozzato in gola. Papà che si lancia contro le ringhiere al gol di Vucinic, io che nervosamente mi sradico le unghie dei pollici alla rete di Daniele. Forse è la volta buona, dico a papà.
Papà ha gli occhi lucidi.
Non risponde.
Perché no, non sarà la volta buona. Né in quella Domenica torrida e secca, né oggi, dove la latta di ogni trofeo s’è sciolta nei fantasmi dei tifosi già in festa al Circo Massimo. Quarantacinque minuti possono essere un’eternità, ma anche svanire nel lampo di un tabellone illuminato. Milito. In quel momento capisci che la Roma non vincerà più lo Scudetto, perché allora continuare a sgolarsi con cori d’amore? Perché siamo romanisti. Perché abbiamo riempito Bari e Verona, i poli contrapposti del nostro epicentro. E perché il nevrotico patimento e la sofferenza ci hanno arrogato come il loro vanto.
In fondo la Roma che vince è un matrimonio che non s’ha da fare, per mille motivi. E mille ancora. Perché in quell’epoca lontana e calcisticamente miope, la Roma non hai mai lottato contro una sola squadra. Ma contro un’istituzione. Una lega. Un gregge di uomini in giacca e cravatta che ti guardava ai piedi di un letto d’ospedale, Arancia Meccanica. La dinamica è la stessa: tu cadi e gli altri vincono. Con la sola differenza che la cura Ludovico non ammazza noi tifosi romanisti, ma tutti gli altri che rimangono in silenzio.
Oppure perché mosciamente la Roma si perde nello spettro di sé stessa, cozzando con qualunque tipo di difficoltà, di disagio, di crisi. E’ la Roma di oggi e di ieri, a cui manca perennemente quel guizzo, quella festa. E di Inter – Roma, rimarrà una sola fotografia: l’applauso malinconico delle ore 17 allo stadio Bentegodi.

Lascia un commento

Commenti (4)

  1. Inutile negare la debacle romanista, con la perdita di pedine importanti, si può essere
    i tifosi migliori del mondo, e magari lo siamo pure…per me il 7 a 1 ci ha rovinati.
    La squadra è crollata…
    E non abbiamo ad esempio a differenza juve, una seconda compagine che si equipara
    alla prima.
    Hanno speso tanti soldi ma i risultati sono drasticamente deludenti, gli infortuni subiti dimostrano questa mancanza.
    A questa situazione si aggiunga poi la favolosa campagna acquisti di gennaio…

  2. Bel post pieno di enfasi e sentimento… ma è colpa anche di questo post se non vinciamo niente… Se da un lato è vero che la roma non ha mai avuto presidenze danarose che potessero garantire continuità di investimenti a lungo termine… siamo anche noi tifosi o meglio buona parte di chi tifa a rovinare la roma… per i seguenti motivi:

    1) si passa dall’esaltazione alla depressione con poco…

    2) ci si piange troppo addosso si cercano subito alibi complotti anche quando non ci sono

    3) i giocatori sono troppo coccolati pur non avendo vinto niente e gli si perdona tutto

    4) si sottovaluta gli altri pur non avendo vinto niente… tutti a dire che facciamo il culo a tutti sportivamente parlando… per poi rimanere come allocchi quando le cose vanno diversamente

    5) si parla troppo e parlano in troppi…. altrove prima di parlare o di gonfiarsi il petto anzitempo sudano lavorano e fanno i fatti

    Conclusione… se vogliamo vincere proviamo anzi provate a cambiare come tifosi… diventate piu’ calmi piu’ obiettivi ma soprattutto piu’ esigenti ed ambiziosi…
    io già sono cosi’…

    1. @Max: In realtà, proprio perché stasera c’è Inter Roma ( che è una partita a sé, almeno per quanto mi riguardo ), ho voluto rievocare qualche ricordo ( invece che fare una classica presentazione della partita ), visto anche che ero allo stadio Bentegodi quel giorno e fatico ancora a riprendermi 😀
      Comunque non posso che concordare su tutti e cinque i punti, perché oggettivamente è vero. E’ il pro ma anche il contro di questa piazza.
      PS: Se magari hai letto qualche articolo precedente, vedrai che sono il primo ad essere critico nei confronti della squadra e di Garcia 😉

  3. e pure lì ce l’hanno rubato come l’anno scorso